Chiusura negativa a Milano (Ftse Mib -2,75% a 32.730 punti), dopo che l'entrata in vigore dei dazi reciproci superiori al 10% sui 60 Paesi considerati worst offenders dal presidente Usa, Donald Trump, ha innescato la reazione di Pechino, con controtariffe sulle importazioni dagli Stati Uniti
La Cina ha dichiarato che aumenterà i dazi reciproci sui prodotti statunitensi dal 34% all'84% a partire da domani. La decisione arriva dopo che gli Stati Uniti hanno imposto a Pechino un dazio aggiuntivo del 50% questa settimana in aggiunta alle due precedenti tariffe del 34% e del 20%, portando il dazio totale contro la Cina al 104%. Oggi sono entrati in vigore i dazi annunciati dagli Usa a inizio mese, superiori al 10% per 60 Paesi: colpiti tutti i Paesi membri dell'Ue, a cui è stata applicata una tariffa del 20%, il Giappone con un dazio del 24%, l'India (26%), Israele (17%), la Corea del Sud (25%), il Vietnam (46%), Taiwan (32%).
A piazza Affari tutte le blue chip chiudono in negativo, fatta eccezione per il rialzo marginale di Iveco Group (+0,04%). Particolarmente male il comparto energetico (Saipem -7,42%, Eni -5,52%, A2A -4,76% e Hera -2,94%) e quello finanziario (Banca Generali -4,25%, Banca Mediolanum -4,08%, Finecobank -3,61% e Unipol -3,53%).
Doppia riduzione di prezzo obiettivo per Moncler (-1,75% a 50,5 euro), con Deutsche Bank che ha tagliato da 67 a 60 euro il target price sul titolo e Hsbc da 71 a 66 euro.