Martedì 21 ottobre il presidente di Novo Nordisk Helge Lund si è dimesso dopo una disputa in consiglio di amministrazione sulla strategia aziendale. Sarà sostituito da Lars Rebien Sorensen, già amministratore delegato di Novo Nordisk e oggi a capo della Fondazione che ne detiene la maggioranza.
In una nota, Lund ha spiegato che la Fondazione Novo Nordisk, principale azionista della società, aveva chiesto un rinnovamento più ampio e radicale del consiglio, e che sarà convocata un’assemblea straordinaria per eleggere i nuovi membri.
«Dopo il dialogo con la Fondazione riguardo alla futura composizione del consiglio di amministrazione, non è stato possibile raggiungere un’intesa comune», ha dichiarato Lund. «Il consiglio proponeva un rinnovamento mirato all’inserimento di competenze selezionate, preservando la continuità, mentre la fondazione desiderava una ristrutturazione più ampia».
La decisione rientra in un più ampio rinnovamento del management del produttore dei farmaci Wegovy e Ozempic, che vedrà più della metà dei membri del consiglio lasciare i loro incarichi. Il cambiamento segue anche la sostituzione del ceo dell’azienda, avvenuta recentemente dopo un forte calo del titolo azionario.
Novo Nordisk fatica a tenere il passo con la statunitense Eli Lilly nel fiorente mercato dei nuovi farmaci per la perdita di peso, segmento in cui l’azienda danese è stata pioniera. Il nuovo ceo Maziar Mike Doustdar, insediatosi ad agosto, ha annunciato piani per ridurre l’organico dell’11% e introdurre una «cultura della performance» per recuperare il terreno perso.
Quando il precedente ceo Lars Fruergaard Jorgensen è stato sostituito da Doustdar, Sorensen era entrato nel consiglio di sorveglianza inizialmente come osservatore, con un ruolo a pieno titolo previsto dal prossimo anno. La fondazione aveva quindi sottolineato come Sorensen porti esperienza e conoscenze preziose da condividere con l’azienda.
A seguito della notizia, alle 15:15 ora italiana, le azioni di Novo Nordisk perdono l’1,5% alla borsa di Copenaghen, segnando un calo del 56% negli ultimi 12 mesi. Le azioni di Eli Lilly guadagnano invece lo 0,8% nel pre-market a Wall Street, ma hanno lasciato sul terreno il 12% negli ultimi 12 mesi.(riproduzione riservata)