Nessuno può affermare che Michele Ennas sia privo delle competenze necessarie. Chi potrebbe entrare nel cda dell’Enea, agenzia pubblica operante nel settore delle nuove tecnologie e dell'energia, se non un ingegnere? Ma sarebbe stato nominato l'ingegner Ennas nel consiglio dell’Enea se non fosse stato un funzionario della Lega di Matteo Salvini? Ennas, ex consigliere regionale della Sardegna, è da gennaio il capo del partito nell'isola.
Accade da sempre che in Italia i partiti al governo piazzino i loro uomini nelle società pubbliche pagate dai contribuenti, con una certa preferenza per chi è non è uscito vincitore alle elezioni ed è rimasto senza seggio (e l’ingegner Ennas si è ripresentato nel 2024 alle Regionali, senza fortuna, nel collegio di Iglesias).
Per la prossima tornata di nomine pubbliche, si parte da qua. Con la differenza, rispetto ai giri precedenti, che stavolta il compito della politica appare decisamente più delicato. Perché non c'è in ballo qualche strapuntino in consigli di amministrazione, dove i semplici consiglieri hanno poteri limitati, ma sono in gioco i vertici delle autorità indipendenti. Cioè le strutture che più incidono sulla vita di tutti i cittadini.
Si comincia, ad agosto, con l'Arera. Trattasi dell'Autorità incaricata di vigilare sull'energia, che regola le tariffe di luce, gas e acqua. E la cui attività, in un periodo attraversato da turbolenze internazionali nel settore dell’energia e caratterizzato dall’obbligo di passare dal mercato tutelato a quello libero, non è stata immune da critiche. Le nomine sono di competenza del Parlamento e l'attuale commissione è frutto dei rapporti politici risalenti al 2018, primo governo di Giuseppe Conte a maggioranza M5S e Lega.
Il presidente Stefano Besseghini è espressione di quella stagione, nella fattispecie attribuita a Salvini. E la Lega rivendica continuità: tanto che fra i nomi che circolano per il posto dell'attuale presidente c'è quello dell'ex senatore salviniano Paolo Arrigoni, già collocato dal suo partito a capo del Gse, la società che fra l’altro gestisce i contributi miliardari alle fonti rinnovabili.
Poi, a settembre, toccherà all'Autorità Anticorruzione. Qui la nomina segue regole diverse. La designazione spetta al governo, su proposta del ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo e con il parere delle commissioni parlamentari. Non è un mistero che l'attuale presidente Giuseppe Busia, nominato all'epoca del Conte-2 (quello con il Pd al posto della Lega) non è popolare presso l'attuale maggioranza, cui non ha risparmiato le critiche su provvedimenti cruciali come il nuovo codice degli appalti. Come non è un mistero che quell'autorità sia stata relegata dal governo in carica a un ruolo progressivamente sempre meno centrale.
Ma fra meno di un anno scade anche il vertice dell'Antitrust. Il presidente Roberto Rustichelli, magistrato, era stato sostenuto anche dal Movimento 5 Stelle, che all'epoca (2019) aveva Roberto Fico alla presidenza della Camera. Il numero uno di Montecitorio è una figura chiave, perché la nomina della commissione Antitrust è competenza dei presidenti delle Camere: attualmente il fondatore di Fratelli d'Italia Ignazio La Russa e il leghista Lorenzo Fontana.
Prima ancora di quella dell'Antitrust sarà però la volta della Consob. Paolo Savona, ex ministro degli Affari Europei nominato dall'esecutivo gialloverde di Conte e una lunghissima esperienza di civil servant nelle istituzioni finanziarie, termina il mandato a marzo 2026.
Il presidente della Consob occupa un posto fondamentale per i nuovi equilibri del potere finanziario che si potranno determinare all’esito delle scalate bancarie verso cui il governo di Giorgia Meloni non appare spettatore disinteressato, come dimostrano le prese di posizione positive alla notizia dell’ops lanciata su Mediobanca dal Monte dei Paschi di Siena con Francesco Gaetano Caltagirone gli eredi di Leonardo Del Vecchio.
E la nomina della Consob spetta appunto al presidente del Consiglio dei ministri, che ha il potere di proposta al capo dello Stato, il quale ne firma il decreto di nomina. Su come andrà a finire è difficile fare previsioni, ma di sicuro saranno mesi interessanti. (riproduzione riservata)