Nissan ha deciso di posticipare di circa un anno l’avvio della produzione di due nuovi modelli elettrici negli Stati Uniti. Lo riferisce l’agenzia di stampa giapponese Nikkei, spiegando che la decisione arriva in risposta alla sospensione degli incentivi fiscali per l’acquisto di veicoli elettrici da parte dell’amministrazione Trump e alla domanda ancora debole da parte dei consumatori americani.
La casa giapponese avrebbe dovuto iniziare la produzione di due Suv elettrici di medie dimensioni nello stabilimento di Canton, Mississippi, nel 2028. Ora il lancio è stato rimandato alla fine del 2028 o all’inizio del 2029. I modelli in questione saranno destinati ai marchi Nissan e Infiniti.
In una nota, la filiale statunitense del gruppo ha confermato di aver «leggermente modificato» i piani produttivi per i veicoli elettrici in Mississippi. Secondo quanto riportato dalla stampa giapponese però Nissan aveva inizialmente pianificato di introdurre cinque modelli Ev nel mercato statunitense ma ha successivamente cancellato lo sviluppo di un Suv compatto e di una berlina, riducendo a tre il numero di lanci previsti.
Il rallentamento di Nissan non è un caso isolato. Anche Toyota ha rinviato di due anni l’avvio della produzione di un Ev negli Stati Uniti e ha deciso di interrompere l’assemblaggio di veicoli elettrici nello stabilimento dell’Indiana, puntando invece sull’aumento della produzione di versioni ibride e a benzina del popolare Suv Grand Highlander. Honda invece ha abbandonato lo sviluppo di un grande Suv elettrico, che considerava strategico.
A determinare questa ondata di ripensamenti è l’approvazione, da parte dell’amministrazione Trump, della legge One Big Beautiful Bill Act, appena entrata in vigore. Il provvedimento abolisce, a partire dalla fine di settembre, gli incentivi fiscali destinati all’acquisto di veicoli elettrici introdotti durante la presidenza Biden.
Il meccanismo di incentivi - fino a 7.500 dollari di credito d’imposta per veicoli prodotti in Nord America - era stato uno degli strumenti chiave per promuovere l’elettrificazione del parco auto statunitense. Dal 2023 la normativa era stata ampliata anche ai veicoli esteri in leasing, spingendo la quota di Ev venduti in leasing dal 10% al 66% in poco più di due anni, secondo i dati di Cox Automotive.
La domanda statunitense di Ev però resta debole: solo il 7% delle nuove immatricolazioni sono elettriche, ben lontano dall’obiettivo del 50% fissato dall’amministrazione Biden per il 2030. Il prezzo medio elevato, l’assenza di modelli sotto i 30 mila dollari e la carenza di infrastrutture di ricarica continuano a rappresentare ostacoli significativi. E senza gli incentivi fiscali si indebolirà ancora.
Gli stessi produttori hanno cercato di stimolare la domanda con sconti aggressivi, vendendo spesso in perdita. Secondo Nikkei, nel mese di aprile gli incentivi medi hanno raggiunto il 14,5% del prezzo dei veicoli elettrici, contro una media del 7% per quelli a benzina. Ma anche così, le vendite restano deludenti e i margini di redditività in calo. (riproduzione riservata)