Nikkei tonico, martedì 3 dicembre, balza dell’1,9% alle ore 7:40 italiane superando quota 39.000 grazie soprattutto al settore tecnologico. Bene anche la Cina, l’Hang Seng sale dello 0,7% e Shanghai dello 0,5% trainati dai nuovi massimi storici dell'S&P 500 e del Nasdaq Composite. Intanto il T bond Usa decennale vede il rendimento passare dal 4,2% di inizio sessione asiatica al 4,212%, mentre i futures sul Nadaq sono sopra la parità.
Lo yuan è scivolato nel frattempo al livello più basso dell’ultimo anno rispetto al dollaro, affossato dalle preoccupazioni per i dazi statunitensi e le aspettative di un ulteriore allentamento monetario da parte della maggiore economia asiatica.
La valuta è scesa dello 0,3% a 7,29 yuan nelle prime contrattazioni, il livello più debole da novembre 2023. Lo yuan si è indebolito dello 0,4% rispetto al dollaro lunedì dopo che il presidente eletto Donald Trump ha dichiarato che avrebbe imposto tariffe del 100% sui paesi Brics che hanno sostenuto la creazione di una valuta alternativa al biglietto verde.
Lunedì, i rendimenti obbligazionari a 10 anni in Cina sono scesi al livello più basso dal 2002, tra le crescenti aspettative che Pechino dovrà allentare ulteriormente le condizioni economiche per stimolare la crescita.
I leader cinesi pianificano di iniziare la Conferenza economica centrale annuale a porte chiuse mercoledì prossimo per definire gli obiettivi e i piani di stimolo per il 2025, secondo quanto riporta Bloomberg dall’Asia. Il summit è un osservato speciale da parte degli investitori che vogliono capire come il partito che guida la seconda economia mondiale intendo orientare le politiche monetarie, fiscali e industriali. L’incontro durerà due giorni la settimana prossima.
Al meeting, cui partecipano normalmente i massimi dirigenti della nazione, tra cui il presidente Xi Jinping e i principali regolatori finanziari, si terrà nelle stesse date dell'anno scorso. Il partito comunista al potere probabilmente non annuncerà quando inizierà la sessione, con gli investitori che verranno a sapere che si è svolto l’incontro solo quando verrà pubblicato il resoconto. Mentre il dettaglio dei numeri non sarà rivelato fino alla sessione annuale del parlamento a marzo, i mercati potranno leggere ed esaminare la dichiarazione conclusiva, alla ricerca di indizi su stimoli e politica monetari che saranno annunciati alla fine del primo trimestre 2025. (riproduzione riservata)