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Nikkei ai massimi dal 1990. Pimco va lunga sullo yen, che corre. Cina al rimbalzo

20 novembre 2023, 07:36 Ultimo aggiornamento: 08:08

L’Asia apre la settimana con il Giappone che vede il Nikkei toccare i massimi per poi ritracciare (ma ha segnato un +28% da inizio anno) e la Cina che tiene ferma i tassi, con le borse che riprendono a salire

Lunedì 20 novembre le azioni giapponesi hanno toccato massimi dal 1990 grazie ai forti utili societari e alla domanda di beni dall’estero, complice una valuta molto debole. Il Nikkei 225 ha raggiunto quota 33.691 per poi ritracciare e infatti alle ore 7:45 italiane cede lo 0,6%, ma ha guadagnato il 28% da inizio anno. Nel frattempo, l’Hang Seng balza dell’1,5% e Shanghai sale dello 0,4%. Lo yen, che da gennaio perde il 13,75%, ha segnato un balzo, lunedì, dello 0,3% a 149,14, mentre i futures sul Nasdaq sono in calo dello 0,3%.

Pimco acquista yen per prepararsi al rialzo dei tassi in Giappone

Pimco sta acquistando yen sulla scommessa che la Boj, la Banca centrale del Giappone, sarà costretta ad un inasprimento della politica monetaria (il costo del denaro è ancora negativo) mentre l’inflazione accelera. Il gigante degli investimenti obbligazionari ha iniziato a costruire una posizione lunga sullo yen quando la valuta del Giappone si è indebolita oltre i 140 per dollaro alcuni mesi fa, ha spiegato a Bloomberg Emmanuel Sharef, gestore di fondi Pimco.

«Mentre continuiamo a vedere l’inflazione in Giappone aumentare e crescere costantemente al di sopra dell’obiettivo della BoJ, la Banca centrale dovrà abbandonare o modificare il controllo della curva dei rendimenti e alla fine potrebbe essere necessario un aumento dei tassi», ha spiegato Sharef in un'intervista a Singapore. «L’inflazione negli Stati Uniti sta scendendo, mentre l’inflazione in Giappone è ancora elevata. E per noi questo significa andare lunghi sullo yen».

La Cina tiene fermi i tassi

La Banca popolare cinese (PBoC) ha mantenuto fermi i tassi sui prestiti al fixing di novembre. Il tasso primario del prestito a 1 anno (LPR) è rimasto invariato al minimo storico del 3,45%, mentre il tasso a 5 anni è stato mantenuto al 4,2% per il quinto mese consecutivo.

La decisione di lunedì è arrivata in un momento in cui l'attività economica nel mese di ottobre è emersa in chiaroscuro, con l'intensificarsi dei problemi legati al settore immobiliare nonostante una serie di misure di stimolo da parte di Pechino. (riproduzione riservata)



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