Un’altra giornata di passione in Asia, il giorno dopo le rassicurazioni del governo Usa che 70 Paesi stanno trattando sui dazi, per poi annunciare ulteriori tariffe contro la Cina che portano al 104% l’imposizione fiscale sulla maggiore economia in Asia.
Mercoledì 9 aprile l’indice Asia Dow perde il 3,10% alle ore 7:30 italiane, il Nikkei lascia sul terreno il 4,59% (il giorno prima aveva chiuso con un +6% nella speranza di un accordo con gli Stati Uniti), mentre le borse cinesi sono sostenute dagli interventi del governo: l’Hang Seng perde l’1,55%, Shanghai sale dello 0,24%.
Corre l’euro a euro a 1,1076 (+1%), forti vendite sul T bond Usa il cui rendimento passa dal 4,3% a 4,437%. I futures sul Nasdaq sono in calo del 2,6%.
Il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni è salito mercoledì intorno al 4,5%, raggiungendo il livello più alto delle ultime sei settimane, mentre gli investitori continuano a valutare l’impatto delle politiche tariffarie aggressive del presidente Donald Trump su crescita e inflazione.
Oggi sono entrati in vigore i dazi di ritorsione annunciati da Trump, che includono il 104% sulle importazioni dalla Cina. I mercati sono sotto stress anche a causa dalla mancanza di progressi nei negoziati, temono che una guerra commerciale globale in escalation possa spingere l’economia statunitense verso la recessione entro l’anno.
Nel frattempo, i rendimenti del debito Usa sono sotto pressione su indiscrezioni secondo cui gli investitori esteri starebbero vendendo in velocità i titoli di Stato americani a causa delle incertezze legate alle politiche commerciali. Nel frattempo, il Tesoro Usa ha collocato martedì 58 miliardi di dollari in titoli a 3 anni, la prima emissione a cedola dall’annuncio dei nuovi dazi.
La Corea del Sud ha annunciato un pacchetto di misure straordinarie da 3.000 miliardi di won (pari a circa 2 miliardi di dollari) a favore del settore automobilistico, in risposta all’introduzione da parte degli Stati Uniti di dazi del 25% all’inizio del mese.
Il piano prevede interventi di sostegno finanziario per le case automobilistiche, nonché agevolazioni fiscali e sconti. Nonostante le misure adottate da Seul, le azioni dei principali produttori auto scendono mercoledì: Hyundai cede lo 0,56%, mentre Kia perde l’1,3%. (riproduzione riservata)