Il prezzo del nichel ha raggiunto i 25.055 dollari a tonnellata, il massimo dal 2011, spinto dall'escalation della crisi in Ucraina che potrebbe mettere sotto pressione la produzione russa e dall'aumento della domanda legato al boom delle auto elettriche (il metallo infatti viene impiegato nella realizzazione delle batterie).
Al momento al London Metal Exchange il nichel, che da inizio anno è salito del 18%, passa di mano a 24.740,50 dollari a tonnellata (+0,02%), dopo essere arrivato a guadagnare l'1,3%, appunto sopra i 25.000 dollari. Tali valori bruciano le stime di Bank of America, che per il nichel aveva fissato solo per il 2023 un target price (in rialzo) pari a 25.000 dollari, mentre per quest’anno la banca d’affari aveva previsto un target di 23.143 dollari. “La domanda di nichel da parte dei produttori di veicoli elettrici dovrebbe crescere nei prossimi anni. Le catene di approvvigionamento indonesiane (insieme alla Russia l’Indonesia è uno dei maggiori produttori mondiali di nichel) dovrebbero prevenire nel breve termine eventuali scarsità, ma con il passare del tempo sarà richiesto più materiale. Ci aspettiamo un deficit per il 2022” scrivevano gli analisti di BofA il 10 febbraio scorso".
A complicare il contesto si aggiungerebbe la possibile decisione, da parte del governo di Giacarta, di mettere al bando le esportazioni del metallo per incentivarne l’utilizzo nella produzione domestica. Ciò contribuirebbe ad aumentare la forbice tra domanda e offerta, facendo crescere ancora il prezzo del nichel. Gli osservatori notano che anche l’export russo potrebbe subire un brusco rallentamento, soprattutto se venissero imposte sanzioni a Mosca come conseguenza degli attriti geopolitici. "La domanda di nichel è molto robusta", motivo per cui "le scorte di nichel alla Borsa di Londra continuano a ridursi. Attualmente sono stoccate poco meno di 84 mila tonnellate al Lme, e meno della metà è disponibile sul mercato", hanno segnalato gli analisti di Marex.
L'escalation delle tensioni tra la Russia e l'Occidente, che non trova ancora una soluzione nonostante i costanti sforzi diplomatici, sta avendo un impatto anche sul mercato dell'alluminio, di cui la Russia è il secondo produttore mondiale. Il metallo è scambiato a 3.322 dollari a tonnellata (+0,73%), poco sotto il massimo degli ultimi 14 anni toccato a inizio febbraio. L’Etf Wisdom Tree Aluminium da inizio 2022 ha guadagnato il 13,82%, e il 48,68% negli ultimi 12 mesi. Stessa storia per l’Etf Wisdom Tree Nickel, Eur Daily Hedged, che da inizio anno è cresciuto del 13,71%, del +23,23% nell'ultimo anno e del 72,63% a tre anni. (riproduzione riservata)