Il titolo Nexi ha sottoperformato il mercato (Ftse Mib -0,22%) ed è sceso in chiusura il 14 ottobre dell’1% a 4,845 euro, complice Marshall Wace che ha segnalato una posizione short nella società di pagamenti digitali per 6,33 milioni di azioni, ovvero lo 0,54% del capitale al 10 ottobre del 2025. Secondo le informazioni divulgate dalle autorità di regolamentazione, almeno quattro investitori hanno comunicato posizioni corte in Nexi per complessivi 26,6 milioni di azioni, pari al 2,27% delle azioni in circolazione del gruppo: Capital Fund Management detiene la posizione corta più consistente, con 8,21 milioni di azioni (0,7% del capitale).
Inoltre, Intermonte ha abbassato il target price da 8 a 7,4 euro sulla paytech europea in vista dei conti del terzo trimestre 2025 (5 novembre) che dovrebbero mostrare ricavi pari a 925 milioni di euro (+1,6% anno su anno), il tasso di crescita più compresso dell'anno, riflettendo il pieno impatto della scadenza dei contratti con Banco Bpm e Cassa Centrale Banca e un contesto di consumi più deboli durante l'estate, in particolare nei Paesi nordici.
Mentre l'ebitda dovrebbe attestarsi a 526 milioni (+0,6%) con un margine del 56,8% (-56 punti base su base annua), poiché il facile confronto dei costi, che ha favorito il primo semestre di quest’anno, è ormai terminato. In ogni caso Intermonte si aspetta una conferma della guidance 2025. L’evoluzione dei ricavi è in linea per il raggiungimento del target del management di Nexi di una crescita «low to mid single digit», mentre una generazione di cassa superiore a 800 milioni di euro appare un obiettivo «ampiamente raggiungibile».
Per quanto riguarda l’espansione del margine ebitda, «con le nostre stime e il consenso attualmente leggermente inferiori all'obiettivo della società di un'espansione di almeno +50 punti base anno su anno, ci aspettiamo indicazioni dal management», precisa Intermonte che ha modificato solo leggermente le stime 2025/2026/2027 per riflettere un contesto operativo più debole nella seconda metà dell’esercizio, confermando quelle sulla generazione di cassa e il rating positivo outperform sull’azione, ritenendo fortemente visibili i target di generazione di cassa che, a loro volta, offrono visibilità sulla politica di remunerazione degli azionisti per il periodo 2026-2028 che, sulla base del nuovo target price a 7,4 euro, sarebbe pari al 25% dell’attuale capitalizzazione di mercato (5,7 miliardi).
Più cauta JP Morgan che lo scorso 3 ottobre ha ribadito il rating neutral e ha abbassato il target price da 5,90 a 5,65 euro proprio in vista dei risultati del terzo trimestre dopo aver abbassato leggermente le stime per il terzo e quarto trimestre. «Con la nostra revisione al ribasso delle previsioni, la traiettoria verso il 2026 appare impegnativa: crescita organica nel quarto trimestre del +0,9%; tuttavia, la società ha dichiarato che l’attività sottostante, escludendo la perdita dei clienti dovuta alle operazioni di m&a, rimane solida».
Nel breve termine, con una crescita dei ricavi in rallentamento e il programma di riacquisto di azioni proprie del 2025 ormai concluso, «ci sono pochi motivi per assumere una posizione positiva sul titolo», spiega JP Morgan che per il terzo trimestre si aspetta ricavi per 926 milioni (933 milioni la stima del consenso Bloomberg), un ebitda di 533 milioni (537 milioni il consenso Bloomberg), con spese operative totali per 393 milioni, che implicano un margine ebitda del 57,5% (+10 punti base su base annua).
«Per il 2025, prevediamo ora una crescita organica dei ricavi del 2,2%, nella parte inferiore della guidance», precisa JP Morgan, «e un margine per l’intero esercizio del 53,4%, anche in questo caso inferiore alla guidance, anche se un potenziale upside potrebbe derivare da un ulteriore controllo dei costi, più probabile nel quarto trimestre che nel terzo».
Guardando al 2026, «ci aspettiamo che l’impatto negativo derivante dalla perdita di clienti nella divisione Merchant Solutions pesi sulla prima parte dell’anno prima di stabilizzarsi. In sintesi, ci aspettiamo un avvio lento nel 2026, il che probabilmente manterrà gli investitori cauti», conclude JP Morgan. (riproduzione riservata)