Newport & Co, holding italiana a capitale permanente con focus sui carve-out e corporate divestiture europei, fondata nelle scorse settimane con il supporto del fondo texano Hampton River Partners, specializzato nell’incubazione e investimento in piattaforme serial acquirer, ha chiuso il suo primo investimento.
L'operazione ha riguardato la business unit italiana di Baumann Federn Ag, gruppo industriale svizzero a proprietà familiare e con 140 anni di storia, produttore di componenti di precisione per molteplici settori, con oltre 1.400 dipendenti e nove stabilimenti nel mondo.
La unit, diventata ora un'azienda indipendente, battezzata Prodotti Baumann srl, fa molle a compressione hot-set e spindle drives per applicazioni industriali altamente specializzate, ed è riconosciuta come un punto di riferimento europeo per eccellenza ingegneristica e capacità tecnologica nel proprio segmento.
A seguito del closing è stata garantita la piena continuità operativa di Prodotti Baumann, grazie alla conferma di Marco Monti nel ruolo di general manager e amministratore, insieme al suo team attuale.
Jimmy Clarini, Chief Business Development Officer di Newport & Co, assumerà il ruolo di ceo ad interim, supportando direttamente la fase di transizione e potenziando le aree di automazione, sicurezza ed eccellenza industriale.
Newport & Co è stata assistita da Bonafè Grifoni Associati per le questioni societarie; PwC per le questioni fiscali, di diritto del lavoro e per la due diligence legale; Alma-Led per il supporto SPA; FC & Partners Corporate Finance per la consulenza M&A buy-side; Sustain Tech Hub per le questioni HSE. Il venditore Baumann Federn è stato invece assistito da Pirola Corporate Finance e Pirola Pennuto Zei & Associati.
Fondata nel 1947 e con sede a Brescia, Prodotti Baumann conta circa 80 dipendenti e oltre 80 milioni di componenti prodotti ogni anno, metà dei quali destinati all’export, e prevede di chiudere il 2025 con ricavi superiori a 12 milioni di euro e circa 800 mila euro di ebitda rettificato, mentre per il 2026 sono attesi ricavi oltre i 14 milioni e un ebitda reported superiore a un milione. «Questa acquisizione conferma la crescente domanda di trovare una destinazione responsabile e duratura per le controllate che i gruppi non ritengono più strategiche», osserva Tom Van der Haegen, fondatore e ad di Newport & Co. «In Italia, Francia, Germania, Benelux e nel più ampio mercato europeo, stiamo valutando diverse opportunità». (riproduzione riservata)