Volumi di vendita superiori alle attese per il colosso alimentare svizzero Nestlé che ha confermato le stime per il 2025. Un buon inizio per il neo eletto amministratore delegato, Philipp Navratil. Ex responsabile di Nespresso per 20 anni, lo scorso mese ha sostituito Laurent Freixe, licenziato a settembre con l'accusa di aver nascosto una relazione sentimentale con una sottoposta. Sulla scia dello scandalo, il presidente Paul Bulcke si è dimesso prima del previsto, sostituito dall'ex amministratore delegato di Inditex Sa, Pablo Isla. Il rimpasto ha creato turbolenze ai vertici di un'azienda nota per la sua cultura aziendale tradizionale e ha lasciato alla nuova coppia di dirigenti il compito di presentare un piano per rilanciare la crescita dei volumi e affrontare le questioni di governance.
Il produttore delle barrette KitKat, di caffè Nespresso e dei condimenti Maggi sta cercando di rilanciare le vendite e di arrestare il calo del 40% del prezzo dell’azione dal 2022 (+9,3% a 83,21 franchi alla borsa di Zurigo il 16 ottobre in chiusura, il maggior rialzo giornaliero dal 2008), dovuto all’aumento dei costi e del debito.
L’incremento dell’1,5% della crescita interna reale (rig), che misura i volumi di vendita, nel terzo trimestre del 2025, ben al di sopra delle previsioni degli analisti che stimavano solo un +0,3%, può offrire a Navratil un po’ di respiro. «Il dato, di 120 punti base sopra le attese, è fondamentale per guadagnare tempo in vista di un aggiornamento della strategia più approfondito. I volumi rappresentano infatti il principale indicatore chiave per valutare se l’attuale strategia della società stia funzionando a sufficienza da evitare scelte più drastiche in futuro», commenta Cedric Besnard, analista di Citi.
Le vendite totali del gruppo nei primi nove mesi sono diminuite dell’1,9% a 65,9 miliardi di franchi svizzeri rispetto ai 67,1 miliardi dell’anno precedente a causa dell’impatto negativo del 5,4% dei tassi di cambio. Ma la crescita organica è stata pari a 3,3% ed è aumentata al 4,3% nel terzo trimestre, grazie all’incremento dei prezzi del 2,8% (inferiore alle attese del +3,4%), rispetto al +3,7% previsto dal consenso. A livello geografico, le Americhe hanno registrato vendite per 25,3 miliardi di franchi con una crescita organica del 2,5%; Asia, Oceania e Africa hanno totalizzato 15,3 miliardi con un +2,7% e l’Europa 12,8 miliardi (+4,3%).
La priorità principale di Nestlé è rafforzare la crescita attraverso un’esecuzione più precisa e un uso disciplinato delle risorse. «Stimolare la crescita trainata dal rig è la nostra priorità numero uno», ha spiegato l’ad. «Il mondo sta cambiando e Nestlé deve cambiare più rapidamente».
Proprio per accelerare questo cambiamento l’azienda non solo ha aumentato l’obiettivo di risparmio dei costi a 3 miliardi di franchi svizzeri entro la fine del 2027, rispetto al precedente target di 2,5 miliardi di franchi, ma ha annunciato che taglierà nei prossimi due anni 16.000 posti di lavoro, circa il 6% della forza lavoro. Nello specifico, la ristrutturazione comprende 12.000 tagli di impiegati e 4.000 ruoli nella produzione e nella catena di approvvigionamento. «Decisioni difficili, ma necessarie per ridurre il personale nei prossimi due anni», ha sottolineato l’ad.
Misure che dovrebbero generare risparmi annuali per 1 miliardo di franchi svizzeri entro il 2027, con costi di ristrutturazione una tantum stimati pari al doppio di tale importo. «Stiamo promuovendo una cultura che abbraccia una mentalità orientata alla performance, che non accetta di perdere quote di mercato e in cui vincere viene premiato», ha dichiarato Navratil. «Il mondo sta cambiando e Nestlé deve cambiare più in fretta».
Per l’intero esercizio 2025 Nestlé continua a prevedere una crescita organica delle vendite superiore ai livelli del 2024 (consenso a +3,3%), con un rig atteso a +0,5% nel quarto trimestre di quest’anno, inferiore ai livelli del terzo trimestre alla luce di un confronto più difficile. Il margine operativo è previsto pari o superiore al 16% (consenso 16,1%). Inoltre, Nestlé ha indicato che il free cash flow si riprenderà dal 2026 in poi, con una crescita costantemente superiore a quella del dividendo, «un segnale positivo che potrebbe essere parzialmente sostenuto dai risparmi, ma che comunque lascia intendere che gli investitori non dovranno aspettarsi un grande reinvestimento dei margini nel prossimo anno», sostiene l’analista di Citi, Besnard, che si aspettava la reazione positiva del titolo, su cui però mantiene un rating neutral e un target price a 90 franchi, dato lo sconto del rapporto prezzo/utile 2026 di Nestlé rispetto ai competitor.
«Sia la performance del terzo trimestre sia le ambizioni del management dovrebbero contribuire a ridurre i timori di ulteriori tagli delle stime del consenso o di una pausa per il dividendo per il 2026, in un settore in cui la pazienza degli investitori verso le storie di trasformazione potrebbe essersi ormai assottigliata», ha concluso.
Anche Jefferies ha apprezzato la crescita interna reale dell’1,5%, un risultato definito una «vittoria chiave», considerando che alcuni investitori temevano un calo. «Il miglioramento e la maggior trasparenza sui risparmi di costo sono anch’essi ben accolti», aggiunge Jefferies. «Un buon debutto per Nestlé e per il nuovo ceo», afferma Barclays, sottolineando che i risparmi sui costi rappresentano il punto di forza, anche se il broker vorrebbe vedere l’azienda destinare più fondi al marketing. «Nel complesso, diamo un voto di 8,5 su 10 e riteniamo che ci siano elementi sufficienti perché gli investitori inizino a pensare che questo possa segnare una vera svolta, dopo cinque anni di performance deludente». (riproduzione riservata)