Nonostante negli ultimi anni si sia acceso faro su importanza dell’energia nucleare, il 2024 è stato l'anno del sorpasso netto delle fonti di energia rinnovabile, spinte da costi in calo e batterie in forte crescita con costi ridotti del 40%. Ma rallenta il nucleare, che segna un record di produzione grazie alla Cina, ma non mostra una ripresa strutturale globale. Questo è quanto emerge dalle 589 pagine del World Nuclear Industry Status Report 2025 (Wnisr), presentato allo Spazio Europa di Roma, l'iniziativa co-organizzata da Kyoto Club, Fondazione Heinrich-Böll, Fondazione Friedrich-Ebert, Ufficio Federale Tedesco per la sicurezza della gestione delle scorie nucleari (Base), Mycle Schneider Consulting e, per l'evento pubblico, dal Coordinamento Free.
Da notare innanzitutto il divario tra la forte accelerazione delle rinnovabili, cresciute di 858 TWh a livello mondiale nel 2024, e l'andamento incerto del nucleare, che si è fermato a un aumento di 69 TWh. Ciò non toglie che la produzione nucleare mondiale è aumentata del 2,9% toccando un nuovo record con 2.677 terawattora (TWh), dovuto quasi solo alla Cina fuori dalla quale la produzione è calata del 14% rispetto al 2006 (-363 TWh).
Non stupisce quindi che la quota del nucleare nel mix elettrico globale sia scesa al 9%: il valore più basso in 40 anni. D’altronde gli investimenti, l'anno scorso, sono stati 728 miliardi di dollari sulle rinnovabili non-idroelettriche, 21 miliardi per il nucleare. La nuova capacità è di 565 Gw tra solare ed eolico contro i 5,4 Gw netti nucleari con le prime due fonti che hanno generato il 70% in più di elettricità rispetto al nucleare. In sintesi, le prospettive “indicano una rapida crescita delle rinnovabili e dei sistemi di accumulo, mentre il nucleare è alla ricerca di nuove soluzioni ma destinato a giocare un ruolo limitato fino al 2050” spiega il rapporto.
A metà del 2025, riferisce il rapporto Wnisr, si contano 63 cantieri di centrali nucleari in 11 paesi, 2 in meno rispetto a metà del 2024. Di questi, 22-26 sono in ritardo, inclusi 14 che segnalano un aumento dei ritardi. La Cina ha il maggior numero di reattori in costruzione (32), ma solo uno all'estero. La Russia domina il mercato internazionale con 27 unità in costruzione, 20 delle quali in altri 7 paesi
D’altro canto, l'installazione di sistemi di accumulo energetico su scala di rete (Bess) sta crescendo rapidamente, con un aumento significativo della capacità globale: oltre l'80% è stata aggiunta negli ultimi tre anni, grazie a un ritmo di crescita annuo del 115%. La capacità totale di Bess ha raggiunto 360 GWh con l'integrazione di 350 GWh di «batterie su ruote» negli Stati Uniti potrebbe quasi raddoppiare.
Quanto all’Italia, il rapporto racconta che il Paese sta considerando un possibile ritorno all'energia nucleare in risposta alla crisi climatica e alla volatilità dei prezzi energetici puntando a una quota compresa nella forbice 11-22% di produzione elettrica da nucleare entro il 2050. Tuttavia per l'Italia, si ricorda, le priorità restano rinnovabili, reti intelligenti e storage. Sul nucleare le preoccupazioni includono costi elevati e dipendenza da forniture estere di combustibile. (riproduzione riservata)