Soglia minima di sussistenza. Fino a qualche mese fa Giovanni, 27 anni, analista in una società di consulenza, pensava che questa espressione si riferisse soltanto agli abitanti delle più povere economie in via di sviluppo. Prima di entrare nel frastagliato mondo dei mutui immobiliari. La sua epopea è emblematica dei problemi che stanno riscontrando centinaia di migliaia di italiani, giovanissimi e meno giovani, alle prese con l’acquisto della propria abitazione, in un contesto di mercato in cui le rate dei mutui sono diventati macigni e le banche si trovano spesso costrette a bloccare i finanziamenti sul nascere.
Giovanni arriva a Milano nel 2018 dall’Abruzzo: due lauree, esperienza di studio all’estero, iscrizione a un master in Statale. Una storia come ormai nel capoluogo lombardo ce ne sono a migliaia. «All’inizio trovare un affitto è stato molto complesso, perché sono arrivato a fine ottobre, quando per gli studenti non c’era più quasi nulla».
Trova un appartamento di appoggio alla periferia Nord-Est di Milano. «Quella che doveva essere una soluzione provvisoria dura da più di quattro anni: quattro anni condividendo la stanza con gli abiti e gli scatoloni del proprietario, che vive all’estero». Nel frattempo Giovanni fa la trafila (anche questa abituale) di master, stage, contratto a tempo determinato finché, a metà di quest’anno, finalmente arriva l’indeterminato. «E allora ho deciso che era il momento di comprare».
Trova un ampio bilocale nella zona dove ormai vive da quattro anni, con box, vicino alla metropolitana. «Duecentocinquantamila, ma grazie al tfr di mio padre, appena andato in pensione, e con un paio di investimenti liquidabili della mia famiglia, tirando un po' la cinghia, i soldi ci sono».
E qui inizia l’odissea del mutuo. Giovanni segue la politica economica, per lavoro è il suo pane quotidiano, sa che la Banca Centrale Europea sta alzando i tassi come mai aveva fatto prima e che questo impatterà sul suo finanziamento («dovevo farlo l’anno scorso, lo so, ma non avevo l’indeterminato»), ma con il sostegno delle garanzie statali conta di farcela senza problemi.
Quello che Giovanni ancora non sa è che l’atteggiamento delle banche verso i mutui si sta facendo più cauto, e nonostante il 2022 sia ancora un anno buono per le erogazioni, il loro volume sta calando in modo importante, e dovrebbe continuare a scendere nel quarto. «Mi sembra di percorrere una gara a ostacoli: prima o poi arriva sempre quello impossibile da oltrepassare».
Giovanni prende appuntamento in varie banche, compresa quella di cui è correntista, ma il copione è sempre molto simile. «L’importo che chiedi è troppo elevato: col tuo stipendio non rientri nel rapporto rata-reddito, o sforeresti la soglia minima di sussistenza».
Giovanni peraltro non ha intenzione di chiedere il 100% di finanziamento, «ma con la rata che il mio stipendio mi permette di pagare la differenza di liquidità da colmare è comunque troppo onerosa per le tasche dei miei». Garanzia dei genitori? «Mio padre ha 68 anni, per le banche è troppo vecchio; mia mamma ne ha 55, e per alcuni istituti anche lei è troppo grande per farmi da garante».
Qualcuno gli ha detto che l’unica opzione è la co-intestazione con sua madre, a costo di rinunciare a ogni possibile incentivo, sia anagrafico sia legato all’acquisto del primo immobile («mia mamma ha già due abitazioni giù in Abruzzo»). Senza contare la tegola degli altri finanziamenti che ancora devono essere pagati: «Ho chiesto un prestito per sostenere gli studi universitari a Milano: per avere un mutuo alcune banche mi hanno detto che deve essere saldato».
Dopo oltre un mese di rimpiattino tra diversi istituti di credito («sondata anche una piccola del mio territorio, che mi ha fatto notare come per una richiesta di questo tipo dovrebbe mandare un funzionario a Milano, e non le converrebbe») ora Giovanni si sente molto demotivato: «Ho l’impressione che i mutui vengano concessi solo a chi è già ricco o a chi è in coppia. Io ho una relazione, ma la casa voglio comprarla da solo».
Come Giovanni ci sono in Italia 3,3 milioni di nuclei familiari che sono intenzionati ad acquistare un’abitazione, secondo quanto rilevato da Nomisma, che ha però anche evidenziato, nel suo Osservatorio sul mercato immobiliare 2022, come la propensione all’indebitamento tramite mutui sia sempre più elevata.
Giovanni rientra inoltre in quel 27,5% di persone (dati Tecnocasa) che è disposto a spendere tra 250 e 349 mila euro per una casa a Milano. «Non vorrei pagare così tanto, ma il mercato non mi dà scelta». Ora Giovanni può solo sperare che la banca che ha scelto («sì, ora ho deciso cosa e a chi chiedere») gli dia il via libera. (riproduzione riservata)