Mps torna a correre in borsa. Lunedì 8 dicembre il titolo della banca di Siena ha chiuso a 7,92 euro, in rialzo del 4,36% e si è piazzato in cima al Ftse Mib in una seduta piatta per il principale listino italiano. Le azioni dell’istituto di credito sono rimbalzate dopo le vendite dei giorni precedenti, dovute all’inchiesta della Procura di Milano sulla scalata a Mediobanca.
I pm hanno iscritto nel registro degli indagati il ceo Luigi Lovaglio e i due grandi azionisti Francesco Gaetano Caltagirone e Francesco Milleri (presidente di Delfin), contestando i reati di aggiotaggio e di ostacolo alla vigilanza. I tre avrebbero concordato nel 2024 le tappe della scalata a Mediobanca senza comunicare il patto occulto al mercato ed evitando così una costosa opa obbligatoria.
Dopo l’inchiesta il titolo Mps aveva bruciato miliardi mentre lunedì, 8 dicembre, ha rimbalzato anche sulla scorta delle indiscrezioni sulla relazione della Consob, che a metà settembre aveva escluso l’esistenza di un concerto nella vicenda. Ma la Consob, come affermato dallo stesso presidente Paolo Savona, sta ancora valutando l’operazione a seguito delle nuove carte ricevute dalla procura di Milano, comprese le intercettazioni della scorsa primavera.
Gli analisti rimangono, in ogni caso, ottimisti sul titolo e confermano la raccomandazione buy con target price a 11 euro. In parallelo sono scattate anche le azioni Mediobanca, che alle 17 sono prezzate a 16,48 euro (+1,35%). (riproduzione riservata)