Per Morgan Stanley il ciclo di rialzo del settore finanziario europeo non è finito. L'utile per azione è previsto in crescita di oltre il 90% nel 2021, guidato da accantonamenti in calo e commissioni più alte. A questo si aggiunga che il settore, grazie al ritorno "di payout seri" (dopo il via libera della Bce allo stacco dei dividendi) e al programma di buyback renderà, in media, nel quarto trimestre dell'anno, il 5% e il 7% nel 2022. Gli analisti della banca d'affari americana si aspettano però buyback più nutriti in prospettiva. A questo si aggiunga che l'M&A sarà certamente a sostegno del settore, nel momento in cui il mercato ha già alle spalle l'effetto riduttivo degli utili causa Covid sui gruppi finanziari europei.
Secondo Morgan Stanley, il settore finanziario sarà quello che contribuirà più di altri nella crescita degli utili del 2021, pari al 41,2% atteso grazie anche alla fiammata dell'inflazione, oltre alla ripresa delle economie dopo l'uscita dai lockdown. Il comparto bancario, nonostante il rally da inizio anno (Unicredit, per esempio, ha guadagnato il 54% da gennaio), viaggia ancora a sconto del 40% circa sul mercato (Eurostoxx 600), pari a 0,9 volte il rapporto PTBV e ad un Rote atteso al 2022 del 9,6%. Secondo la banca d'affari, il total yield (la somma dei rendimenti fra dividendo e buyback) delle banche europee nel 2021 dovrebbe toccare il 9,4% grazie a Bawag, la quarta banca austriaca più grande, seguita da Dnb (il più grande gruppo di servizi finanziari della Norvegia) all'8,7%, Nordea all'8,6%, Mediobanca all'8,5%, Intesa Sanpaolo sempre all'8,5%, Ing all'8,4%, Swedbank all'8,2%, Barclays al 6,9%, Raiffeisen Bank al 6,5%, così come Ubs.
Gli analisti prendono in considerazione anche il 2022, per capire che cosa può aspettarsi il mercato dalle banche europee, visto che le cedole in via di stacco sono in realtà la somma degli utili di più anni, quelli dell'avvio del Covid. Nel 2022 il total yield normalizzato delle banche dovrebbe essere, in media, del 7%, con una punta europea rappresentata dal 12,5% di Bawag, a seguire, in seconda posizione, Mediobanca con il 10,6%, Unicredit al 9,9%, Intesa Sanpaolo al 7,4%, Banco Bpm al 4,6%, fra le ultime Mps a zero. Best picks in Europa sono Ing e l'italiana Unicredit, che, secondo gli analisti, "potrebbe pagare fino a 4 miliardi di euro in uno speciale buyback, alzando il payout totale dall'attuale 50% al 70%". Il gruppo può vantare un solido Cet 1 ratio di oltre il 15% e un buffer di liquidità sul Cet 1 ratio Fully loaded atteso al 2021 di oltre 400 punti base, oltre le attese del gruppo in area 200-250 punti base. La banca milanese scambia a 0,4 volte il rapporto TBV (la metà almeno della media europea) per un Rote atteso al 2023 del 6,5%. Gli specialisti americani ritengono che "la valutazione sia sconnessa dai concorrenti ed eccessiva". Un momento importante sarà "la presentazione del piano industriale nel corso del quarto trimestre e le condizioni per rilevare un perimetro di Mps, che possono essere traini positivi dell'operazione", conclude Morgan Stanley. (riproduzione riservata)