L'inflazione spaventa Wall Street ma non il Vecchio Continente che chiude la seduta in verde. Milano insieme a Londra si confermano le migliori d'Europa chiudendo in rialzo dello 0,44% e dello 0,73%. Seguono Francoforte e Parigi in progresso dello 0,17%, e dello 0,02%. In rosso Wall Street dopo che il dato sull'inflazione di ottobre ha toccato i livelli del 1990 crescendo dello 0,9% a livello mensile e del 6,2% su base annuale. Al momento il Dow Jones perde lo 0,17%, mentre l'S&P e il Nasdaq rispettivamente lo 0,17% e lo 0,52%.
L'indice dei prezzi Usa, superiore alle attese, raffredda l'entusiasmo, sommandosi ai prezzi alla produzione in Cina ai massimi degli ultimi 25 anni, e ai dati sull'inflazione Germania. L'inflazione mette adesso sotto pressione margini aziendali, potere d'acquisto dei consumatori e la tesi delle banche centrali su un "fenomeno temporaneo".
Nella terza giornata di offerta del Btp Futura 2033 sono arrivate richieste per quasi 700 milioni di euro (il dato è aggiornato a mezz'ora prima della fine della seduta), sulla base di poco meno di 20mila contratti. La richiesta complessiva per il titolo è pari a 2,66 miliardi di euro. Intanto i rendimenti continuano su un terreno stabile con il rendimento del Btp decennale in rialzo allo 0,926% e lo spread Btp/Bund in leggero aumento a 118 punti. Nel valutario si rafforza il dollaro anche dopo il dato sull'inflazione guadagnando terreno sia sulla sterlina che sullo yen. Nel dettaglio il cross euro/dollaro cede lo 0,55% a 1,15. A balzare tra le materie prime invece è l'oro (+1,54%) che tratta adesso a 1.859 dollari l'oncia. Tratta a ribasso invece il greggio con il Wti che cede l'193% a 82,56 dollari al barile e il Brent a 83,79 dollari che perde l'1,17%. (riproduzione riservata)