Le borse europee chiudono la seduta contrastate nel giorno delle trimestrali delle grandi banche Usa e del dato chiave sull'inflazione americana: Milano cede lo 0,50% insieme a Parigi che scivola allo 0,20%, si mantengono sopra la parità Francoforte e Londra entrambe allo 0,01%. In cerca di direzione anche i future sugli indici americani: dopo l’avvio fiacco il Dow Jones perde lo 0,11%, mente l’S&P e il Nasdaq guadagnano rispettivamente lo 0,12% e lo 0,45%. L'inflazione negli Stati Uniti (+0,9% a livello mensile e +5,4% su base annuale) è aumentata oltre le aspettative degli esperti e spaventa adesso i mercati.
"Questo porrà ulteriore attenzione sulla testimonianza del presidente della Fed Powell al Congresso questa settimana” ha commentato Ben Laidler, global markets strategist di eToro. "Confrontando l'inflazione di base nell'Ue e nel Regno Unito che è rispettivamente all'1,9% e al 2,1% su base annua, potrebbe invertire il recente brusco calo delle aspettative di inflazione e dei rendimenti delle obbligazioni a 10 anni, poiché il mercato guarda a una potenziale risposta anticipata della Fed”, ha continuato l’esperto, "potremmo anche vedere un rinnovato interesse per i settori più ciclici e value, come i titoli finanziari e le materie prime, a scapito del settore tecnologico che vola alto".
Sull'obbligazionario, in lieve calo lo spread Btp/Bund a 101 punti, mentre sul primario il Tesoro ha assegnato in asta Btp per 9 miliardi, con una domanda superiore all'offerta. Nel valutario, la moneta unica perde terreno sul biglietto verde e cede lo 0,36% a 1,181. Il petrolio si muove al rialzo in attesa di una nuova diminuzione delle scorte Usa: il Wti è a 74,79 dollari (+0,93%) mentre il Brent scambia a 75,92 dollari (+1%). In rialzo anche il lingotto che tratta a +0,49% a 1.814 dollari l’oncia.