Nuova seduta di vendite sui titoli di Stato europei con i rendimenti che si portano su massimi da diversi anni in un movimento che trae origine dagli Stati Uniti. Se infatti in Usa il rendimento del Treasury decennale ha sfondato la soglia psicologica del 5%, raggiungendo il 15 settembre nell’intraday il 5,047%, il massimo dal 2007, in Europa il rendimento del Bund tedesco stessa scadenza è salito al livello più elevato da 17 anni al 3,5723% e quello del Btp decennale al 4,482%, nuovo massimo da novembre 2023. Il che spinge il differenziale Italia/Germania a 90 punti base. Invece il tasso del titolo a 2 anni, nonostante sia più sensibile ai tassi, scende al 3,5%.
Una corsa, quella dei rendimenti, innescata dal tono decisamente hawkish adottato dalla presidente della Bce, Christine Lagarde, e dalla revisione al rialzo delle stime di inflazione, dai dati sull'inflazione Usa, risultati leggermente superiori alle attese, e soprattutto dall’aumento dei prezzi del petrolio, ai massimi da 16 settimane, a causa del riacuirsi delle tensioni in Medio Oriente che alimenta i timori per una nuova fiammata dell'inflazione nella settimana in cui sono attese le riunioni di Fed, Banca d'Inghilterra e Banca del Giappone.
I trader si aspettano dalla Fed un rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base, il primo di un ciclo più lungo. Inoltre si attendono un inasprimento della politica monetaria anche in Giappone mentre in Gran Bretagna sono più basse le chance di un rialzo del costo del denaro. Ma il Telegraph ha scritto che, alla luce delle tensioni sui mercati dei titoli di Stato, la Banca d'Inghilterra smetterà di vendere Gilt a lunga scadenza. Nel caso della Bce il mercato continua a considerare possibile un rialzo dei tassi già a ottobre, anche se lo scenario più probabile, sostiene Mauro Valle, Head of Fixed Income di Generali Asset Management, resta un incremento di 25 punti base a dicembre, quando la Bce potrà valutare le nuove proiezioni macroeconomiche.
Con riferimento all’Italia per Sandeep Rao, senior researcher di Leverage Shares, il mercato non sta prezzando un rischio elevato di credito sovrano italiano (a luglio il debito pubblico dell’Italia è diminuito di 1,5 miliardi rispetto al mese precedente a 3.205,8 miliardi) o di frammentazione. «L’aumento dei rendimenti incrementa il costo marginale del rinnovo del consistente volume annuo di emissioni del Paese, incidendo così sulle dinamiche del rapporto debito/pil nel medio termine», spiega Rao.
La forte partecipazione dei risparmiatori italiani, in particolare attraverso le tranche di Btp Valore e Btp Italia, garantisce una base di acquirenti domestici stabile, prosegue l’esperto, proteggendo così l'Italia dalle pressioni di vendita speculative estere, anche in una fase di aggiustamento dei tassi globali.
«Finché lo spread rimane ancorato sotto i 100 punti base, gli investitori istituzionali vincolati a passività a lungo termine considereranno il rendimento nominale superiore al 4,4% dei Btp come un interessante rendimento da detenzione (carry) rispetto ai titoli dei Paesi core», suggerisce Rao. Sebbene un differenziale inferiore a 100 punti base indichi una solida coesione sovrana nell'area dell'euro, «un eventuale allargamento persistente oltre i 110-120 punti base», avverte, «segnalerebbe che la saturazione dei rendimenti assoluti sta iniziando a ridurre l'interesse degli investitori per i titoli italiani».
Nonostante il recente rialzo dei rendimenti, Valle mantiene una visione costruttiva sui Bund, in quanto i livelli attuali incorporano già gran parte dei rischi legati all'inflazione e alle future mosse della Bce. Restano tuttavia elementi di attenzione l'eventuale aumento dei prezzi del gas, le tensioni geopolitiche e le pressioni sul tratto lungo della curva dei rendimenti globale.
Leggi anche: Tassi in rialzo, dove investire: le 25 azioni di Piazza Affari e i Btp da mettere in portafoglio
Rimane, inoltre, confermato il sovrappeso sui titoli di Stato italiani, accompagnato da un'esposizione superiore al benchmark su obbligazioni dell'Unione Europea, Spagna e Grecia, mentre viene mantenuto un sottopeso sulla Francia, consiglia Valle. E per quanto riguarda il posizionamento sulla curva dei rendimenti, la strategia continua a privilegiare le scadenze brevi e intermedie, mantenendo, invece, una posizione prudente sul tratto lungo della curva, in particolare sulle scadenze trentennali, dove permane un orientamento di sottopeso. (riproduzione riservata)