L'azionario europeo chiude la seduta in calo, con Parigi che perde l'1,18%, seguita da Milano che scivola dello 0,84% a 25.228 punti, mentre Londra segna -l'1,13% e Francoforte -1,22%, con gli investitori che guardano ai deludenti dati macro tedeschi: sia gli ordini all'industria sia lo Zew sono stati infatti sotto le attese.
Prosegue in rosso anche Wall Street, con il Dow Jones che segna un ribasso dell'1,16%, mentre l'S&P500 scende dello 0,69% e il Nasdaq dello 0,09%. Sul fronte macro, il Pmi servizi Usa, nella lettura finale di giugno, si è attestato a 64,6 punti, al di sotto dei 70,4 punti di maggio e dei 64,8 del preliminare. L'indice Ism non manifatturiero degli Usa invece è stato pari a 60,1 punti a giugno, in calo rispetto ai 64 di maggio, deludendo il consenso degli economisti (63 punti).
Per quanto riguarda le materie prime, i prezzi del petrolio si allontanano dai massimi di giornata dopo lo stallo della riunione dell’Opec+, con il Wti a 74 dollari al barile, in ribasso dell'2,1%, e il Brent a 75 dollari al barile, in flessione del 3,12%. Secondo Sophie Griffiths, market analyst di Oanda, "la pressione sul sentiment deriva anche dall'aumento del prezzo del petrolio. I mercati", spiega l’esperto, "sono già nervosi in merito alle crescenti pressioni inflazionistiche e l'aumento dei prezzi del petrolio aumenta soltanto questi timori". In controtendenza l'oro che guadagna l'1,16% a 1.803 dollari l'oncia. In calo infine la moneta unica sul biglietto verde, che cede lo 0,26% a 1,183. (riproduzione riservata)