Un mese prima di tutti gli altri: questo è il motivo per cui è importante analizzare i conti di Micron, che produce uno degli input che contraddistingue l’infrastruttura informatica dedicata all’Intelligenza Artificiale rispetto a quella “standard2. Per allenare gli Llm (Large Language Models, la tecnologia dietro a ChatGPT e Bard per citarne alcuni), Nvidia offre schede video con molta più memoria rispetto a quelle convenzionali. La produzione di spazio d’archiviazione può fare da termometro per misurare la temperatura del fenomeno al centro del rally del Nasdaq, che ha registrato +37,8% dall’inizio del 2023. A Wall Street alle ore 18 del 29 giugno il titolo perde circa il 3%.
Nel trimestre concluso a marzo 2022 Micron ha registrato un fatturato pari a circa 7,79 miliardi di dollari. Nel trimestre concluso mercoledì 28 giugno 2023, il giro d’affari è stato invece inferiore a 4 miliardi. Questo dà un idea del calo degli utili e del clima che si respira nel settore dei semiconduttori.
Per quanto riguarda i volumi di vendita, la dram è salita del 10% trimestre su trimestre e la nand del 30% circa. I prezzi di vendita (Asp, average selling price) sono però diminuiti: per la dram «approssimativamente del 10%» mentre per la nand del 15% circa. Facendo spazio ai risultati economici: nel terzo trimestre del 2023 l’azienda ha centrato la guidance rilasciata alla scorsa presentazione trimestrale: i ricavi sono stati di 3,752 miliardi di dollari a fronte di una stima di 3,7 miliardi.
Il margine lordo è invece -16%, dove il segno meno sta a significare che con i soli costi inventariabili, l’azienda ha speso più del fatturato. Si tratta di una notizia relativamente buona, perché la guidance era del -21%.
La dram o ram è un supporto d’archiviazione molto veloce ma volatile che, in questo contesto, vuol dire che perde le informazioni immagazzinate quando viene a mancare l’alimentazione elettrica. La nand, invece, ha prestazioni inferiori ma è non volatile e si usa negli ssd, che nei personal computer moderni hanno preso il posto degli hard disc.
L’hardware dedicato all’intelligenza artificiale artificiale richiede molta memoria. Per dare un’idea: l’Nvidia Rtx 4090 è la scheda top di gamma per i gamers. Dalla scheda tecnica presente sul sito si può osservare che dispone di 24 Gb di memoria ddr6x che ha una banda di 1008 Gb/s. La scheda video A100 è invece dedicata ai modelli di intelligenza artificiale e le specifiche sono chiare: in configurazione analoga ha 80 Gb di memoria con banda di 1935 Gb/s. L’aumento di volumi di vendita di Micron è quindi una buona notizia per Nvidia che invece di vendere una commodity (la memoria di Micron è valida tanto quella di Samsung, per fare un esempio), vende l’unica soluzione commerciale per l’apprendimento di modelli e quindi determina il prezzo.
Nvidia è infatti un monopolio de facto nel settore dell’intelligenza artificiale. Più in particolare il settore dell’AI è composto da 2 macro aree: apprendimento e inferenza. L’apprendimento è l’elaborazione di grandi set di dati. Nel caso di ChatGPT si tratta di asset testuali, come il sito di MilanoFinanza, per generare un modello predittivo base. Il computer sta «imparando la grammatica» di come si parla con gli umani e per farlo c’è bisogno di grande potenza di calcolo e di molta memoria rapida, in modo che i processori siano costantemente nutriti di dati.
L’inferenza è la fase in cui il modello prende in ingresso la richiesta dell’utente e decide quali, delle possibili risposte che potrebbe dare, è statisticamente e dal punto di vista delle probabilità, la migliore nel soddisfare l’utente. Per questa fase basta uno smartphone (o meglio un computer portatile) dato che il grosso del lavoro è stato fatto. Il monopolio di Nvidia è nell’apprendimento che sta diminuendo in termini di costi e tempo, secondo le curve tipiche della tecnologia digitale. La legge dei costi decrescenti si sta scontrando però con la dimensione dei modelli, che hanno sempre più parametri, e con i dati in ingresso, che aumentano giorno dopo giorno con la progressiva digitalizzazione del mondo che ci circonda.
I risultati economici di Micron sono comunque non favorevoli per Asml. L’azienda con quartieri generali in Idaho, nella presentazione del terzo trimestre 2023, ha comunicato le azioni decise che ha messo e sta mettendo in campo per frenare l’emorragia di capitale. Il piano di investimenti - capex - da 7 miliardi nel 2023 è inferiore del 40% rispetto a quello dell’anno scorso. Ne risente in particolare il wfe ossia il wafer fab equipment. Si tratta dei macchinari che servono nel processo della fotolitografia: il procedimento con cui si producono i microprocessori. Queste attrezzatore sono prodotte anche da Asml. Micron ha ridotto gli investimenti in questa area del 50% e si aspetta che siano in calo anno su anno anche nel 2024.
Occorre precisare che i gruppi come Micron incidono, ma non molto, sugli ordini di Asml che si concentra su macchinari di fascia alta per schede video e cpu. Tuttavia, la mega-cap e tech company europea non è isolata dal corrente trend nel settore dei semiconduttori. Barclays, nel report-ricerca su come potrebbe andare il terzo trimestre del 2023 per le aziende di microprocessori scrive «il focus questo trimestre saranno gli ordini per macchinari Euv (necessari per la produzione del top di gamma dei processori come gli Zen di Amd o i chip M2 di Apple) e quanto è vicina Asml ad assicurarsi almeno lo stesso numero di commesse consolidate per il 2024 rispetto al 2023».
Come affermato precedentemente, manca circa un mese alle trimestrali degli altri colossi dell’hardware tecnologico. Le date sono riassunte in questa tabella
| Nvidia | 23/08/2023 |
| Intel | 27/07/2023 |
| Amd | 01/08/2023 |
| Asml | 19/07/2023 |
| Stm | 27/07/2023 |
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