L’attesa è finita. Stasera, a mercati statunitensi chiusi, arrivano i conti trimestrali di Nvidia. Il colosso dei chip deve confrontarsi con aspettative ormai altissime e anche la più piccola sbavatura può innescare, come successo nei mesi passati, brusche correzioni.
Nel frattempo i concorrenti cercano di stare al passo: il 24 febbraio Amd e Meta hanno annunciato un accordo dal valore di oltre 100 miliardi di dollari che consentirà alla società di Mark Zuckerberg di comprare chip di ultima generazione per alimentare i data center.
L’intesa prevede che Meta acquisti sei gigawatt di potenza di calcolo AI da Amd nei prossimi cinque anni e possa entrare nel capitale. Amd ha infatti accettato di concedere a Meta warrant per l’acquisto di un massimo di 160 milioni di azioni, pari a circa il 10%, al prezzo di 0,01 dollari ciascuna, a condizione che vengano raggiunti determinati obiettivi. Tra questi anche un aumento del prezzo del titolo di Amd che ieri scambiava intorno a 210 dollari, in netto rialzo grazie alla notizia.
A ottobre 2025 la società guidata da Lisa Su ha stretto un accordo molto simile con OpenAI. In quel caso il budget totale non è stato reso noto, ma la società di Sam Altman si è assicurata la possibilità di comprare fino al 10% delle azioni, anche in più tranche.
Amd ha già presentato i conti trimestrali, segnando ricavi record per 10,3 miliardi di dollari (+34%) tra ottobre e dicembre 2025, con un utile per azione di 1,53 dollari. Tuttavia la guidance per il trimestre in corso non ha convinto gli investitori: la stima di un fatturato tra 9,5 e 10,1 miliardi di dollari è stata giudicata troppo prudente, con il risultato di uno scivolone in borsa dopo i conti (-17%). Ora tocca a Nvidia, il colosso da battere nel campo dei chip avanzati per l’intelligenza artificiale.
Gli analisti di KeyBanc prevedono ricavi per circa 69 miliardi di dollari per Nvidia nell’ultimo trimestre fiscale e si aspettano una guidance tra 74 e 75 miliardi per i tre mesi in corso grazie all’accelerazione delle spedizioni dei chip Blackwell B300/GB300, che hanno prezzi medi più elevati. Inoltre, il business dei data center di Nvidia «ha già registrato una crescita esponenziale, passando da 3 miliardi di dollari nell’esercizio 2020 a 115 miliardi nel 2025 e raggiungendo probabilmente i 191 miliardi nel 2026, con una crescita annua del 66%», scrivono gli analisti di Morgan Stanley.
Dunque che cosa cercare ancora nei conti del gruppo? «I piani di investimento degli hyperscaler sono ingenti e in accelerazione per il 2026. Cercheremo conferma che questa spesa continui a riempire le casse di Nvidia. L’azienda ha parlato di 300 miliardi di dollari di infrastrutture AI per il 2026 e cercheremo una conferma (se non l’annuncio di un ulteriore aumento) a questo dato. L’aumento sembra ancora più probabile sulla base delle indicazioni relative agli investimenti di Meta, Amazon e Google», continuano gli esperti di Morgan Stanley. (riproduzione riservata)