«Se verranno certificate le premesse di garanzia del mondo produttivo che chiediamo, allora approveremo la sottoscrizione dell’accordo Ue-Mercosur». Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, apre all’intesa di libero scambio tra Unione Europea, Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, che creerebbe un mercato da 700 milioni di consumatori.
Il titolare del Masaf è intervenuto da Bruxelles prima della riunione dei ministri europei dell’Agricoltura con i commissari Christophe Hansen (Agricoltura), Maros Sefcovic (Commercio) e Olivér Varhelyi (Relazioni Interistituzionali). Al vertice si farà anche il punto sulla situazione del settore e sulle proteste dei contadini europei, che hanno criticato il taglio delle risorse deciso dalla Commissione per finanziare la difesa.
L’Italia ha rallentato la firma dell’accordo con il Mercosur, prevista per fine dicembre in Brasile, pretendendo in cambio una serie di garanzie per gli agricoltori e impedendo il raggiungimento della maggioranza qualificata necessaria. Ma il 6 gennaio la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha aperto alle richieste italiane concedendo circa 45 miliardi in anticipo ai contadini europei e all’Italia 10 miliardi in più.
La premier Giorgia Meloni ha apprezzato però resta ancora un ultimo nodo: il rafforzamento delle condizioni di reciprocità per evitare un’invasione di prodotti sudamericani con standard qualitativi inferiori, a danno degli agricoltori europei. «Quello che vale per i nostri prodotti dovrà valere anche per quelli che entrano in Europa a fare concorrenza», spiega Lollobrigida. «Abbiamo chiesto il rinvio del Mercosur proprio per avere queste garanzie. Lavoriamo per avere un ottimo accordo». (riproduzione riservata)