L'azionario milanese chiude in rialzo (Ftse Mib +0,31%).
Sul fronte dei dati macroeconomici, la Banca centrale europea ieri è rimasta ferma dopo otto tagli consecutivi dei tassi di interesse, mentre i dati sul mercato del lavoro statunitense, più forti del previsto, hanno smorzato le aspettative di un imminente riduzione del costo del denaro della Federal Reserve.
A una settimana dalla scadenza del 1° agosto per un possibile accordo sui dazi tra Stati Uniti e Unione Europea, gli investitori restano in attesa di segnali di progresso, mentre gli effetti delle tariffe iniziano a riflettersi nei risultati societari.
La variazione degli ordini di beni durevoli su base mensile negli Stati Uniti, relativa a giugno, si è attestata a -9,3%, un dato migliore rispetto alle aspettative degli analisti, che prevedevano un calo del 10,3%. In mattinata, Antonio Tognoli di Cfo Sim aveva commentato che, se le attese fossero state confermate, ciò sarebbe stato il segnale che i dati di sentiment dei consumatori hanno cominciato a filtrare nei dati concreti.
A piazza Affari, Italgas ed Eni sono tra le blue chip che chiudono le contrattazioni in rialzo significativo. Raffica di aumenti di valutazioni sulla prima dopo i conti migliori delle attese. BofA, Banca Akros, Mediobanca Research ed Equita Sim hanno aumentato i prezzi obiettivo sul titolo, con Equita che ha migliorato anche il giudizio a buy. L'azione in Borsa sale dell'1,90%.
Per quanto concerne Eni, la società chiude in rialzo dell'1,82%, dopo la chiusura del primo semestre dell'anno con un utile netto superiore ai 2,5 miliardi di euro, al di sopra delle attese degli analisti. "Ci aspettiamo un secondo semestre dell'anno positivo e un 2026 ancora più promettente" ha dichiarato Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni.
Bene anche Iren, che segna +1,08%, dopo aver rinnovato il proprio Programma Emtn (Euro Medium Term Notes) incrementando l'ammontare massimo da 4 a 5 miliardi di euro.
Stm perde l'1,02%, dopo aver raggiunto un accordo per l'acquisizione del business dei sensori Mems di Nxp per un prezzo di acquisto fino a 950 milioni di dollari in contanti, di cui 900 milioni anticipati e 50 milioni subordinati al raggiungimento di traguardi tecnici.
In netto calo invece NewPrinces, che dopo la sottoscrizione di un accordo vincolante per l'acquisizione del 100% del capitale sociale di Carrefour Italia sulla base di un enterprise value pari a circa 1 miliardo di euro, ha ripreso le contrattazioni, perdendo in Borsa il 9,35%.
edl