L'azionario milanese chiude in lieve calo, con il Ftse Mib che segna -0,16% a 38972 punti.
Sul fronte macroeconomico, l'indice Hcob Flash Pmi Composito della produzione dell'Eurozona è salito a marzo a 50,4 punti dai 50,2 di febbraio, segnalando il terzo mese consecutivo di marginale espansione dell'attività economica dell'area euro. Sebbene lieve, quest'ultimo aumento è stato il più rapido da agosto dello scorso anno.
Negli Usa, la lettura preliminare di marzo del Pmi servizi è salita a 54,3 punti rispetto ai 51 di febbraio. Il dato, puntualizzano gli economisti di S&P Global, è sui massimi da tre mesi.
A Piazza Affari faro su Tim (+2,06%), dopo la riduzione della quota di Vivendi nel capitale del gruppo. Per gli esperti un'uscita della società francese sarebbe positiva per la governance e la flessibilità strategica di Tim.
Bene anche Fila che è salita del 6,05% % a 10,86 euro, dopo che Equita Sim ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo del 2% a 14 euro.
Biesse, invece, è scivolata del 3,87% sulla scia di un downgrade da buy a hold da parte di Intesa Sanpaolo, che ha citato la debolezza del mercato di riferimento e una ripresa "non ancora in vista".
Maire ha perso l'1,09% a 8,645 euro. Barclays ha ridotto da equal-weight a underweight la raccomandazione sul titolo, con prezzo obiettivo confermato a 11 euro.