L'azionario milanese chiude la seduta poco sotto la parità con il Ftse Mib che segna -0,14% a 37.531 punti.
Sul fronte macroeconomico l'inflazione degli Stati Uniti è aumentata più del previsto a gennaio, confermando ulteriormente la decisione della Federal Reserve di lasciare i tassi invariati. L'indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,5% a livello mensile a gennaio, contro la lettura 0,4% di dicembre, portando il tasso di inflazione a 12 mesi al 3%. Matthew Ryan, head of market strategy di Ebury vede segnali preoccupanti anche per la componente core che ha registrato la maggiore crescita mensile dall'aprile 2023. "Non vediamo praticamente nulla nei dati recenti sull'inflazione, sull'economia o sul mercato del lavoro che indichi che l'obiettivo di inflazione del 2% della Fed sia lontanamente vicino a essere raggiunto", afferma l'analista.
A Piazza Affari occhi puntati su Nexi che balza del 3,8% dopo la indiscrezioni di stampa secondo cui secondo cui Poste I. (-0,14%) sarebbe pronta a cedere la propria quota del 3,8% a Cdp. L'accordo prevederebbe uno scambio di partecipazioni, tra Poste I. e Cassa depositi e prestiti. Poste rileverebbe da Cdp il 9,8% di Tim, che vale circa 660 milioni, e in cambio le darebbe il suo 3,8% di Nexi, che vale oltre 200 mln, più un conguaglio in denaro.
Faro anche su Tim che chiude a +0,3% dopo l'approvazione dell'offerta del Mef e di Retelit per Sparkle. La firma dei contratti avverrà entro l'11 aprile 2025 e il perfezionamento della cessione è atteso entro il primo trimestre del 2026.
Newlat cade del 15,91% a 11,52 euro a seguito del collocamento di 3 mln di azioni pari al 6,8% del capitale, al prezzo di 12 euro per azione.
Le azioni di Ovs avanzano del 3,41% dopo la pubblicazione dei risultati del 2024. Banca Akros, Equita Sim e Stifel confermano la raccomandazione buy sul titolo.
Faro ancora sui bancari con B.Bpm che cede lo 0,61% a 8,86 euro dopo aver registrato un utile netto rettificato record nel 2024 pari a 1,69 mld.