«Con la Legge Capitali e il Listing Act sono stati fatti dei passi importanti per rivitalizzare i mercati dei capitali. Ora aspettiamo di vedere che cosa accadrà con il Testo Unico della Finanza e un ulteriore aiuto arriverà dal fondo dedicato alle pmi. Ma queste iniziative non bastano, come dimostra il peggioramento dell’ultimo anno: i volumi sulle smal cap sono diminuiti, le ipo si sono ridotte e i delisting hanno raggiunto un record. Ecco perché ci serviranno nuove iniziative fiscali, a partire dai Pir, per canalizzare il risparmio verso le imprese».
Andrea Vismara, amministratore delegato di Equita, fotografa i mali di Piazza Affari alla nona edizione dell’Osservatorio sui Mercati dei Capitali, evento organizzato assieme all’Università Bocconi.
Anche l’anno scorso la borsa italiana si è rivelata più adatta alle blue chip, che hanno sovraperformato le mid-cap (Ftse Mib +12%, Ftse Italia Star -4%). Come nel 2023, gli alti tassi d’interesse hanno indirizzato gli investitori verso i titoli finanziari, che hanno il peso maggiore nell’indice principale.
Mentre le azioni a media e bassa capitalizzazione hanno sofferto ancora nonostante i primi tagli della Bce e così hanno visto valutazioni e liquidità ridursi di nuovo. Un dato su tutti: a fine 2024 il price-to-earnings ratio a un anno su questi titoli era circa 11, ben sotto la media degli ultimi 10 anni (16,7).
L’anno scorso anche le ipo si sono rivelate marginali con solo quattro quotazioni oltre i 10 milioni per un totale di 144 milioni raccolti, il valore più basso registrato dalle nove edizioni dell’Osservatorio. A questo dato si aggiunge il record di delisting, con 29 società che hanno lasciato il mercato per via dei multipli compressi.
Tutt’altra storia negli Usa, dove il traino dei titoli connessi all’AI e la rielezione di Donald Trump hanno fatto guadagnare il 33% al Nasdaq.
«Davanti a noi c’è una roadmap condivisa», spiega Giulio Centemero, membro della Lega nella Commissione Finanze della Camera dei Deputati. «Abbiamo già compiuto alcuni passi unificando il ciclo dell’equity per abbattere il muro tra startup, scaleup e società mature con la dematerializzazione delle quote di srl».
Inoltre «in Lombardia stiamo finanziando le ipo delle pmi e sono convinto che il fondo dei fondi migliorerà liquidità e multipli. Il prossimo passo sarà un nuovo cantiere sui Pir, magari con l’apertura di un tavolo al Mef. Per la riforma del Tuf dovremo aspettare ancora un anno, ma nel 2019 sembrava qualcosa di impossibile invece ora si sta realizzando». (riproduzione riservata)