Chiude in calo l'azionario milanese. Il Ftse Mib, reduce dal rally di martedi' e dal consolidamento di ieri, ha ceduto l'1,1% a 25.021 punti. Al momento il Dow Jones registra un -0,42%. Il focus resta sempre sulla situazione in Ucraina.
Sul fronte dei dati macro gli indici Pmi di marzo hanno evidenziato un rallentamento dell'attivita' in Cina. L'indice Pmi ufficiale del settore manifatturiero cinese e' sceso a 49,5 dai 50,2 di febbraio, scendendo dunque sotto i 50 punti, la soglia tra espansione e rallentamento.
Quanto all'Italia, secondo le stime preliminari nel mese di marzo l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettivita' (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dell'1,2% su base mensile e del 6,7% su base annua (da +5,7% del mese precedente). L'Istat segnala che l'inflazione continua a salire, in accelerazione per il 9* mese consecutivo, raggiungendo a marzo un livello che non si registrava da luglio 1991.
Passando agli Usa, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) sono aumentate di 14.000 unita' a quota 195.000.
Sempre negli Usa, le spese personali per consumi sono cresciute dello 0,2% a livello mensile a febbraio, deludendo il consenso degli economisti che si aspettavano invece un incremento dello 0,6% m/m. Il deflatore dei consumi, ovvero l'indice dei prezzi per le spese per consumi personali, e' cresciuto dello 0,6% su base mensile e del 6,4% a/a. Inoltre, i redditi personali sono saliti dello 0,5% m/m a febbraio, in linea con le attese del consenso.
A piazza Affari vendite diffuse su Tim, che ha perso il 7,05%. Giu' i bancari: Unicredit -2,81%, Intesa Sanpaolo -2,37%.
Bene al contrario Generali Ass. (+3,23%), su cui JPMorgan ha confermato il giudizio overweight. Decisi acquisti poi su Saipem (+2,78%).
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