«Approfondire la discussione e coordinare gli sforzi». Questo l’esito di oltre tre ore di bilaterale tra la premier Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron. Il primo ufficiale tra i due leader, ospitato nelle stanze di Palazzo Chigi nella serata di martedì 3 maggio, è andato per le lunghe.
Come anticipato da MF-Milano Finanza i dossier sul tavolo erano tanti ed erano, soprattutto, ingombranti. Ed era prevedibile che i due tardassero alla cena ufficiale aperta alle delegazioni. Soprattutto alla luce delle divergenze emerse tra i due leader nelle settimane precedenti in materia di politica estera.
Pace fatta, forse, ma nessun accordo ufficialmente siglato. In un magro comunicato stampa congiunto, Palazzo Chigi e l’Eliseo hanno fatto sapere che «l’Italia e la Francia, fedeli al loro ruolo di Nazioni fondatrici della costruzione europea, intendono rafforzare il loro impegno comune per un’Europa più sovrana, più forte e più prospera, soprattutto orientata alla pace e capace di difendere i propri interessi e di proteggere i propri cittadini».
Si parla, dunque, di intenzione. Ad «approfondire la discussione e coordinare gli sforzi di mobilitazione e l’azione europea di fronte alle sfide comuni che si moltiplicano e si aggravano, esaminando al contempo le prossime scadenze nelle relazioni tra Francia e Italia».
L’incontro, hanno fatto sapere le parti, ha evidenziato «forti convergenze sull’agenda europea per la competitività e la prosperità, da attuare in modo ambizioso e accelerato, sulla semplificazione normativa, sugli investimenti pubblici e privati, sull’energia e sulla piena applicazione del principio di neutralità tecnologica e, più in generale, sulle condizioni necessarie a far concorrere le imprese europee ad armi pari».
Nel comunicato, unica fonte di informazione rispetto al bilaterale, si parla poi della politica estera. Materia che ha diviso i due leader di recente. «A più di tre anni dall'inizio dell'aggressione russa e all’indomani dei colloqui tra Ucraina e Russia di Istanbul, il sostegno incrollabile e senza esitazioni di Francia e Italia all’Ucraina è ancora più necessario per raggiungere una soluzione equa e duratura, presupponendo al contempo un ambizioso cambiamento di scala nella difesa europea, sia in termini di investimenti sia di sostegno alla base di difesa industriale e tecnologica europea».
L’incontro, come da attese, ha poi offerto l’opportunità di affrontare altre «questioni di sicurezza di rilievo per l'Europa, in particolare in Medio Oriente e in Libia, e di coordinare le proprie posizioni in tema di relazioni transatlantiche, nonché sulla sicurezza economica e commerciale dell’Unione Europea».
In questo contesto, Macron e Meloni hanno deciso che il «prossimo Vertice bilaterale avrà luogo in Francia all’inizio del 2026, anche con l’obiettivo di valutare e aggiornare il programma di lavoro che specifica gli obiettivi della cooperazione bilaterale previsti dal Trattato del Quirinale, entrato in vigore nel 2023, in numerosi ambiti settoriali, con particolare attenzione ai giovani». (riproduzione riservata)