Il titolo Mediobanca apre volatile, mercoledì 6 settembre, parte in rosso per poi girare positivo a metà mattinata (+0,3% a 12,21 euro). La storica merchant bank milanese sta collocando sul mercato un bond da 500 milioni di euro.
Nel contempo, oggi MF-Milano Finanza ha scritto che attorno al rinnovo del board dell’istituto di credito sono tornati forti i confronti. Il socio di riferimento Delfin, infatti, che detiene poco meno del 20% delle quote, vuole che dieci dei 15 componenti del nuovo cda che sarà nominato a fine ottobre siano nuovi. La banca è guidata dall’ad Alberto Nagel e vede come presidente Renato Pagliaro.
Il rinnovo del cda di Mediobanca è previsto per il 28 ottobre e in caso di mancato accordo, Delfin prevede di presentare una lista di minoranza che potrebbe essere depositata senza autorizzazione della Bce. Le richieste di Delfin includono il rinnovo di almeno 10 dei 15 membri del cda, con un «focus sulla qualità più che sulla quantità», visto che la maggioranza dei membri del cda ha già alle spalle più di un mandato ed è spesso il risultato di vecchi assetti azionari.
Inoltre, Delfin chiede «un presidente di alto livello e condiviso per la banca». Il cda uscente sta lavorando per garantire la continuità di gestione e la diversità di esperienze e competenze tra i consiglieri. Fra gli obiettivi, l’assenza di amministratori con conflitti di interesse e limitazioni sugli azionisti di gruppi bancari.
Gli analisti di Equita Sim confermano oggi il rating buy su Mediobanca e il prezzo obiettivo di 14,7 euro sottolineando che «la conferma dell’attuale management rappresenta un elemento cruciale per garantire la stabilità nella governance e mantenere la concentrazione sul business, senza azioni di disturbo a livello di cda».
Sarà importante monitorare, aggiunge poi la Sim milanese, l’andamento della strategia adottata da Delfin e Caltagirone nelle prossime settimane, «soprattutto in merito alla composizione del board che possa assicurare stabilità nella governance».
Inoltre, le richieste avanzate da Delfin, riprendono gli analisti, «non sembrano coerenti con la posizione di investimento finanziario», ovvero la posizione con cui Delfin ha ottenuto dalla Bce il via libera a salire poco sotto al 20% (19,8%) di Mediobanca.
Il titolo ha registrato una buona performance da inizio anno (+35%) e tratta ora a 8,8 volte il rapporto prezzo/utili atteso al 2024.
Mediobanca ha collocato mercoledì sul mercato primario un’obbligazione da 500 milioni di euro di tipo senior non-preferred legata a obiettivi sostenibili, si tratta di un bond a tasso fisso con scadenza 13 settembre 2027. L’emissione viaggiava all’inizio in area midswap a 4 anni (3,33%) più 170 punti base, poi ha stretto a 145 punti con un rendimento del 4,875% e un prezzo (reoffer) di 99,96.
Sono arrivate richieste da parte degli investitori istituzionali per oltre 2 miliardi di euro, quattro volte il valore dell’emissione.
Il bond è richiamabile (callable) il 13 settembre 2026 al valore di 100. Il taglio minino di entrata per poter comprare l’obbligazione è di 150 mila euro. Bookrunners dell’operazione sono Citi, Mediobanca, Santander, SocGen, UniCredit. La distribuzione del bond ha visto la partecipazione dei principali investitori istituzionali esteri, pari al 73% del totale. (riproduzione riservata)