Ventotto società mid and small di Piazza Affari, 100 investitori di cui il 70% italiani, oltre 400 incontri di lavoro. E una serie di interventi per delineare come si aprono gli scenari 2023 per le imprese. Sono i numeri della quinta Italian Mid Cap Conference organizzata ieri da Mediobanca, con l’aiuto anche di Francesca Anzeloni, Head of Mid Committee, nella sede di Piazzetta Cuccia. «Mediobanca da sempre segue le grandi famiglie imprenditoriali italiane nelle scelte di discontinuità che implicano attività di M&A o di capital market», ha spiegato l’ad Alberto Nagel. «Dagli anni 2000 abbiamo iniziato a occuparci anche delle medie imprese, distintive per la loro resilienza, adottando lo stesso approccio che abbiamo con le grandi famiglie».
Il dato interessante sottolineato da Nagel, che emerge dall’Outlook degli analisti, è la stima per il 2023 «di una sovraperformance del comparto delle medie imprese rispetto alle grandi aziende. Ci aspettiamo a fronte di un calo del 9% del totale degli utili del campione delle grandi imprese censito da Mediobanca una crescita del 3% legata al comparto delle medie imprese», ha sottolineato Nagel. Un focus particolare «è sulle aziende capaci di intercettare il consolidamento di trend secolari impegnate nella trasformazione digitale, nella transizione ecologica e nell’efficienza energetica e che beneficeranno anche del supporto del Pnrr», ha aggiunto l’ad. Ma come si muoveranno quest’anno le mid and small cap? Secondo Javier Suarez e Andrea Filtri, i due responsabili della ricerca azionaria di Mediobanca, se la Russia chiudesse i legami energetici con l’Europa, si rischierebbe un Pil in contrazione del 2,5%, un caso estremo che tuttavia sarebbe ammorbidito dagli oltre 40 miliardi di fondi Ue attesi per quest’anno in Italia assieme alla riapertura della Cina: in quel caso la recessione sarebbe morbida (-0,5%) e legata al primo semestre, mentre il secondo è visto in potenziale crescita in contemporanea al picco dei tassi in Ue e Usa.
I titoli ritenuti interessanti (Stocks to watch) sono sei, tutti caratterizzati dal giudizio outperform. Si tratta di Ariston (target price 12,3 euro), BFF Banking Group (9 euro il prezzo obiettivo), Danieli (26,8 euro il target price), Rai Way (6,7 euro), Salcef (24,4 euro il prezzo obiettivo). Su quest’ultimo titolo in particolare gli analisti scrivono che Salcef scambia a 9 volte il rapporto enterprise value/ebitda atteso al 2023, un livello che «non riflette le prospettive si solido business e offre un punto di entrata interessante». La lista si completa poi con Sesa (target price di 167 euro).