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Donald Trump e Benjamin Netanyahu
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Israele-Hamas, il giorno della tregua. Liberati gli ostaggi. Trump apre a un accordo con l’Iran. Il piano per la ricostruzione di Gaza vale 80 miliardi

di Giulia Venini e Andrea Pauri
13 ottobre 2025, 11:20 Ultimo aggiornamento: 15:10

Trump accolto dai plausi alla Knesset israeliana apre anche a un accordo con l’Iran. Anche Netanyahu si dice pronto a nuovi accordi di pace 

Stamattina, 13 ottobre, la tregua tra Israele e Hamas, iniziata venerdì 10 ottobre, è proseguita con il rilascio completo e annunciato degli ostaggi israeliani vivi, iniziato all’alba, mentre è in corso la liberazione di oltre 2.000 prigionieri palestinesi dalle carceri israeliane. I corpi degli ostaggi deceduti durante la prigionia saranno consegnati alla Croce Rossa nel pomeriggio.

Trump alla Knesset: «Israele ha usato bene le nostre armi»

«Questo è un giorno di profonda gioia e nascente speranza», ha dichiarato Donald Trump davanti alla Knesset, il parlamento israeliano, «non è solo la fine della guerra, ma di un’era di terrorismo. Credo che questa regione sia destinata a diventare una terra di armonia».

Il presidente americano ha ringraziato Benjamin Netanyahu chiosando: «non è facile discutere con lui, ma questa è la ragione per cui è un grand’uomo», e ha lodato l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, protagonista dei negoziati in Palestina e anche di quelli con la Russia.

«Noi fabbrichiamo le armi migliori del mondo e ne abbiamo date tante a Israele. Ma Israele ha saputo usarle bene», ha aggiunto Trump, sottolineando che «la sicurezza di Israele non sarà più messa in pericolo, in nessun modo».

Ha poi invitato i palestinesi a «voltare le spalle al terrorismo e costruire un futuro dignitoso», auspicando la partecipazione dei Paesi del Golfo alla ricostruzione di Gaza: «Per loro non saranno poi tanti soldi, ne hanno talmente tanti, quelli necessari per ristabilire la pace».

Trump ha infine toccato il tema iraniano, aprendo uno spiraglio di dialogo: «Sarebbe fantastico raggiungere un accordo di pace con l’Iran. Sono stanchi, vogliono sopravvivere. Penso che abbiamo una possibilità». Il presidente americano ha aggiunto che, senza l’intervento militare di Washington, «questo accordo per Gaza non si sarebbe realizzato, perché le Nazioni arabe non si sarebbero sentite a loro agio nel firmarlo se l’Iran avesse avuto l’arma nucleare».

Netanyahu: «Con Trump possibili nuovi accordi con i Paesi arabi»

«Con Trump, Israele può firmare nuovi trattati di pace con i Paesi arabi o musulmani», ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu nel suo intervento alla Knesset, accanto al presidente americano.

«Grazie presidente Trump», ha esordito. «Il nome di Trump sarà ricordato nella storia: è il più grande amico che lo Stato di Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca. Nessun presidente americano ha mai fatto tanto per Israele».

Netanyahu ha poi aggiunto: «Ora bisogna occuparsi del disarmo di Hamas, in modo che non sarà più una minaccia per Israele. Lei ha sostenuto la mia idea di mandare le truppe nelle loro roccaforti. Avevamo ragione: Hamas si è arresa. Lei ha cambiato la situazione».

Il premier ha quindi rilanciato l’appello alla pace: «Voglio dare la mia mano a tutti coloro che cercano un percorso di pace come noi. Nessuno vuole più la pace del popolo di Israele. È venuto il momento di espandere il cerchio della pace».

Leggi anche: Trump annuncia la pace tra Israele e Hamas: firmata la prima fase del piano, ostaggi liberi il 13 ottobre

Vertice di pace in Egitto

Dopo la cerimonia alla Knesset, Trump si è diretto a Sharm el Sheikh, dove presiederà la firma dell’accordo di pace con il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi.

Alla conferenza parteciperanno la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, Emmanuel Macron, Pedro Sánchez e Keir Starmer, insieme al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e al segretario generale dell’ONU Antonio Guterres

L’obiettivo del vertice è garantire una legittimazione internazionale all’accordo di pace e «porre fine alla guerra, inaugurando una nuova era di sicurezza e stabilità in Medio Oriente». «Oggi è una giornata storica», ha scritto Meloni su X, «gli ostaggi sono stati liberati: un risultato straordinario, frutto della determinazione della diplomazia internazionale e dell’attuazione della prima parte del Piano di pace del presidente americano Donald Trump».

Il piano di ricostruzione di Gaza

La ricostruzione di Gaza sarà il più grande cantiere del Medio Oriente, con un fabbisogno stimato dalla Banca Mondiale in 80 miliardi di dollari, pari a quattro volte il PIL combinato di Cisgiordania e Striscia nel 2022.

Il piano, finanziato da Qatar, Emirati, Arabia Saudita ed Egitto sotto il coordinamento di Banca Mondiale e Nazioni Unite, prevede priorità alla rimozione delle macerie e al ripristino delle infrastrutture idriche e sanitarie.

«Siamo pronti a contribuire al successo del piano di pace con tutti gli strumenti a nostra disposizione», ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, annunciando un sostegno europeo alla governance e alla riforma dell’Autorità palestinese. (riproduzione riservata)



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