Nuova liquidità per Masi Agricola. La società che produce vini premium ha annunciato di aver sottoscritto un contratto di finanziamento a medio-lungo termine per un importo di 40 milioni di euro con un pool di istituti finanziari (Unicredit, anche in qualità di banca agente, Banco Bpm, Cdp, Crédit Agricole Italia, Banco di Desio e della Brianza e Valpolicella Benaco Bcc Società Cooperativa).
Il contratto di finanziamento, che prevede un piano di rimborso decennale con una rata finale di 10 milioni di euro, ha l’obiettivo di ottimizzare la struttura finanziaria di Masi, sostenendo gli investimenti realizzati negli ultimi esercizi, tra cui il visitor center Monteleone21 recentemente inaugurato, e di valorizzare la capacità di generare cassa attraverso la gestione operativa.
«Permette di accedere a ulteriori risorse a supporto del piano di sviluppo, con un orizzonte di medio-lungo periodo e condizioni di maggior flessibilità finanziaria», si legge nel comunicato. Importante, nel contesto dell’operazione, l’indebitamento a medio-lungo termine pregresso di Masi sarà integralmente rimborsato.
«Con quest’operazione», ha commentato l’ad, Federico Girotto, «consolidiamo la nostra struttura finanziaria, rafforzando la stabilità e la sostenibilità di lungo periodo». Poi Girotto ha ringraziato il pool di istituti finanziari per la fiducia accordata al gruppo, ina fase delicata di cambiamenti e di sfide per il settore del vino italiano. Il finanziamento beneficia di una garanzia emessa da un primario gruppo assicurativo a partecipazione pubblica, che copre il 50% dell’importo complessivo, quale intervento di sostegno pubblico a favore delle imprese italiane.
Nel primo semestre del 2025 l’indebitamento finanziario netto della società è aumentato a 32 milioni di euro (-27,2 milioni a dicembre 2024) con un free cash flow negativo (-4,9 milioni) ma migliore rispetto ai -13 milioni dello stesso periodo del 2024 che aveva risentito di un maggior assorbimento del capitale circolante e di maggiori investimenti (3,6 milioni nel primo semestre del 2025 rispetto ai 6,2 milioni del primo semestre del 2024), legati al visitor center Monteleone21.
Equita per fine 2025 si aspetta un fatturato a 68 milioni e un ebitda a 8,2 milioni (margine al 12%). «Il secondo semestre implicito, sebbene resti fortemente legato all’evoluzione del contesto macro e settoriale, ci sembra raggiungibile, con le vendite attese in crescita del +3% anno su anno, sostenute anche dal primo contributo di Monteleone (finora solo nei costi), e con margini all’11% dall’8% del secondo semestre del 2024», si legge in una nota recente della Sim che si aspetta un indebitamento finanziario netto a fine anno a 30,7 milioni (leva a 3,7 volte, in calo dalle 4,5 del 2024), con un miglioramento grazie alla stagionalità favorevole del circolante e al capex più basso. L’utile è previsto a 0,2 milioni per i maggiori oneri finanziari e le tasse.
La società è stata assistita da Adacta Advisory in qualità di advisor finanziario e da Advant Nctm per gli aspetti legali. Gli istituti di credito sono stati assistiti per gli aspetti legali dallo studio legale Gianni & Origoni. Unicredit ha agito come global coordinator dell’operazione.
Quotato all’Egm il titolo Masi Agricola ha chiuso la seduta del 24 settembre sulla parità a 4,12 euro. Negli ultimi tre mesi ha guadagnato il 3,5% (-8,4% in un anno). Equita ha un rating hold e un target price a 3,90 euro. (riproduzione riservata)