Dopo aver lanciato l’opas parziale sul 29,9% di Eles nei mesi scorsi, Mare Group, società di ingegneria digitale, ha «trovato chiusura. Avevamo già investito 12 milioni di euro nell’azienda che produce apparecchiature per il test di controllo qualità dei semiconduttori in settori come difesa e aerospaziale, valorizzandola il 40% in più rispetto agli ultimi 3 anni e chiedere una rappresentanza in consiglio è logico», spiega Antonio Maria Zinno, ceo di Mare Group, a MF-Milano Finanza.
A questo si aggiunga, ragiona il manager, che quando abbiamo «letto la semestrale con risultati non in in linea con le attese e in contrazione annuale, l’offerta totalitaria è diventata un atto di responsabilità industriale per tutti gli investitori». Adesso Mare deve aggiungere altri 35 milioni per Eles in una vera e propria opa dove sarà chiamata a raccogliere il 32% delle azioni (37% dei diritti di voto) di Antonio Zaffarami e della sua famiglia. «Vogliamo creare un polo nazionale italiano dell’ingegneria e aerospazio attraverso un investimento di lungo periodo», prosegue l’imprenditore. Mare ha già stretto un patto parasociale con uno degli amministratori di Eles, Massimiliano Bellucci. «Sto vedendo fermento su Egm nel nostro settore, ci potrebbero essere altre aggregazioni sul mercato», nota Maria Zinno.
Il corrispettivo dell’offerta in corso è di 2,25 euro per azione, pari a un premio dell’1,2% rispetto al prezzo di borsa del 3 ottobre 2025 e del 40,6% rispetto alla data di annuncio dell’opas parziale (giugno 2025). In caso di adesione totale, l’esborso massimo ammonterebbe a circa 34,95 milioni di euro. Sempre Mare Group ha lanciato e completato quest’anno un’offerta pubblica di acquisto e scambio (opas) su La Sia, ottenendo il controllo del 95% del capitale sociale e avviando la procedura di squeeze-out. L'offerta mista in azioni e contanti, la prima della storia sul mercato Egm, ha portato al delisting di La Sia l’8 settembre scorso. In seguito, Mare Group ha approvato la fusione per incorporazione. (riproduzione riservata)