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Il ministro Giancarlo Giorgetti
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Manovra 2026, ecco le novità: taglio dell’Irpef e tasse per miliardari, banche e assicurazioni

20 ottobre 2025, 10:06 Ultimo aggiornamento: 18:52

La bozza della manovra prevede una riduzione dell'imposta se banche e assicurazioni sbloccheranno le riserve, con un'aliquota che scenderà dal 40% al 27,5% nel 2026. Irap in aumento fino al 2028

La flat tax per i Paperoni stranieri che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia sale - come anticipato da MF-Milano Finanza - a 300 mila euro. Allo stesso tempo viene raddoppiato il contributo fortettario annuo chiesto ai familiari degli ultra-ricchi esteri: da 25 mila a 50 mila euro. Questa è solo una delle novità previste dalla bozza della manovra che conta 137 articoli, ma su cui il governo sta ancora lavorando agli ultimi dettaglio per l'invio del Ddl al Parlamento. 

Misure fiscali per i cittadini

Diverse le misure a sostegno del potere d'acquisto. Innanzitutto è confermato il taglio dell’Irpef per i redditi tra 28 e 50 mila euro dal 35 al 33%, il beneficio massimo di 440 euro si raggiunge a 50 mila euro e si spalmerà sui redditi fino a 200 mila euro. Allo stesso modo  è prevista la detassazione di straordinari, festivi e lavoro notturno per i dipendenti con redditi fino a 40 mila euro, con una flat tax del 15% entro i 1.500 euro.

E ancora, per gli incrementi retributivi corrisposti ai dipendenti del settore privato nel 2026, in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti negli anni 2025 e 2026, è prevista un’imposta sostitutiva del 5%. 

La rottamazione viene inserita con il limite di 54 rate bimestrali, l'ultima a maggio 2035, e con una rata minima di 100 euro. Sale a 610 milioni il tetto del 5x1000 e a 91.500 euro la soglia per escludere la prima casa dall'Isee.

La detassazione dei buoni pasto elettronici viene portata a 10 euro, in luogo degli attuali 8 euro. E sono confermati anche per l’anno prossimo i bonus per la casa, dalle agevolazioni per le ristrutturazioni (50% per la prima abitazione) agli sconti fiscali per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Novità per le famiglie

Molteplici le misure a favore delle famiglie e della natalità. Torna la decontribuzione totale per l'assunzione di madri di almeno tre figli minorenni. Il limite è di 8mila euro. E si spinge ancora sul part time per le mamme lavoratrici. 

Novità per il congedo parentale: potrà essere richiesto da ciascun genitore fino ai 14 anni del figlio e non più fino a 12. Non solo, ma ora i genitori, alternativamente, hanno diritto di astenersi dal lavoro, nel limite di cinque giorni lavorativi all'anno, per le malattie di ogni figlio di età compresa fra i 3 e gli 8 anni: i giorni lavorativi all'anno passano a 10. 

Vengono poi stanziati 20 milioni per i genitori costretti a lasciare la casa di abitazione in seguito a separazione. Rinnovata per il 2026-27 la Carta acquisti «Dedicata a te», per un valore di 500 milioni. E arriva poi una nuova versione di «18App», la «Carta valore» che sarà assegnata dal 2027 ai coloro che nel 2026 si sono diplomati in tempo, cioè entro il 19simo anno di età. Per la misura sono stanziati 180 milioni.

Sempre in materia di istruzione, nell'ambito dei livelli essenziali delle prestazioni, il fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio viene finanziato per 250 milioni. 

Il fronte previdenziale 

Sul fronte previdenziale, confermato l'incremento delle pensioni minime (20 euro mensili per 13 mensilità) di 260 euro all’anno. Resta poi lo scaglionamento dello scalino della Fornero: un mese nel 2027 e due mesi nel 2028. Vengono poi prorogati per un altro anno sia l’Ape sociale – 170 milioni per il 2026 e il 320 milioni per il 2027 – che il bonus Maroni, ma non Opzione donna e Quota 103.

Il sostegno al Made in Italy all’estero

La bozza della legge di Bilancio prevede l’istituzione di un fondo con una dotazione finanziaria di 35 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026 «al fine di potenziare il sostegno alle esportazioni e all’internazionalizzazione delle imprese italiane, rafforzando la promozione del made in Italy all’estero e le iniziative di promozione in campo economico, sportivo, della scienza, dello spazio e dell’innovazione svolte dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, anche mediante la rete diplomatico-consolare, rafforzando le attività di diplomazia pubblica e culturale e incrementando l’offerta di borse di studio rivolte all’attrazione in Italia di studenti stranieri». Viene rifinanziato inoltre di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2026, 2027 e 2028 del fondo per la promozione degli scambi e l'internazionalizzazione delle imprese

Sempre con lo sguardo al di là dei confini nazionali, la manovra stanzia 50,1 milioni di euro a dono per l’Ucraina

Il contributo di banche e assicurazioni

Il contributo da 4,4 miliardi richiesto a banche e assicurazioni, secondo la bozza, è delineato lungo tre direttrici. 

La prima è l’aliquota scesa al 27,5% per affrancare i 6,2 miliardi messi a riserva dalle banche nel 2023, schivando la «tassa extraprofitti», da cui il fisco stima 1,8 miliardi l’anno prossimo: anche perché dal 2027 si paga il 33%, dal 2028 il 40% e sull’intera cifra, che «si presumerà distribuita» ai soci. Poi c’è l’aumento dell’Irap del 2% fino al 2028 a tutto il settore finanza, foriero di circa 1,3 miliardi annui. Terzo, il taglio al 45% delle deduzioni per perdite creditizie ed eccedenze Ace nel 2026, e al 54% nel 2027, con circa 1,3 miliardi di liquidità in più al governo nel 2026.

La bozza del Ddl Bilancio cita anche due misure finora non discusse con l’Abi: la deducibilità ridotta al 96% sugli interessi passivi e cinque anni (non più uno) per dedurre perdite sui crediti meno critici. Tanto che è atteso nella giornata di lunedì 20 ottobre, un nuovo incontro tra Abi e Mef per affinare le misure prima di consegnare il provvedimento al Senato, che potrebbe slittare lievemente rispetto alla scadenza del 20 ottobre. 

Da non scordare che nel 2026 le assicurazioni verseranno poi 500 milioni di anticipo dell'imposta di bollo.

Al contrario, la tassazione sugli stablecoin in euro è ridotta al 26% (in luogo di quella ordinaria del 33%) ma è prevista l’istituzione di un tavolo di controllo e vigilanza su cripto-attività e sulla finanza innovativa che sarà composto da rappresentanti del Mef, della guardia di Finanza, della Consob, di Bankitalia e dell’Unità di informazione finanziaria, nonché di associazioni ed esperti del settore. 

Le altre novità sulle tasse

Sale invece, sempre al 26% (dal 21%), la cedolare secca sugli affitti brevi. Salta invece, almeno per il momento, l'esclusione dei prodotti redditi dalla prima casa in locazione che quest'anno è stata tassata al 21%.

Già dal primo gennaio, benzina e diesel saranno soggette alla stessa accisa: 672,90 euro per mille litri. E come ogni anno aumenterà l’accisa sulle sigarette. In questo caso di tratta di un aumento dai 29,5 euro per 1.000 sigarette a 32 euro dal 2026, 35,5 euro dal 2027 e 38,5 euro dal 2028. Questo significa che un pacchetto da 6,50 euro dovrebbe passare a 6,90 euro circa l'anno prossimo, a 7,50 euro nel 2027 e 8 euro nel 2028.

Da non scordare che l’entrata in vigore della sugar tax slitta ancora: dal primo luglio 2026 al primo gennaio 2027. 

Nodo spending review dei ministeri 

Anche nella bozza della manovra il governo chiede ai ministeri tagli per miliardi in tre anni (di cui 2,3 nel 2026), con l'accetta che colpirà i fondi rispettivamente non spesi. Resta aperta la possibilità di una «rimodulazione tra programmi diversi» che il Mef potrà adottare più avanti, con un proprio decreto, nel caso in cui uno o più ministri lo chiedono.

Fuori dal perimetro dei ministri, i tagli riguardano anche il Fondo per il cinema e l'audiovisivo: 190 milioni in meno l'anno prossimo, mentre la riduzione a partire dal 2027 sarà di 240 milioni. A questo proposito le associazioni della filiera del cinema e dell’audiovisivo, hanno assunto una posizione molto critica. A loro parere i tagli previsti dalla bozza della legge di bilancio sono insostenibili, perché si rischiano chiusure di aziende e disoccupazione. Nel dettaglio Agici, Apa e Cna si sono così espresse: «Rivolgiamo un accorato appello al Presidente della Repubblica, al Governo e Parlamento affinche´ il Fondo Cinema e Audiovisivo resti invariato nei suoi stanziamenti complessivi, evitando ulteriori tagli che metterebbero a rischio migliaia di posti di lavoro e un comparto strategico per l’economia e l’immagine del Paese».

«Il comparto audiovisivo italiano sostiene oggi oltre 124.000 posti di lavoro tra produzione, distribuzione in sala e all’estero, tecnici, maestranze e servizi alle imprese. Ridurre le risorse significherebbe compromettere la filiera, favorendo delocalizzazione delle produzioni e perdita di competenze qualificate» si legge ancora nella nota delle associazioni. Che poi sottolineano: «Nel resto del mondo, a differenza nostra, gli altri Paesi stanno potenziando i loro incentivi dedicati al settore ed un ridimensionamento del sistema italiano significherebbe perdere competitivita`. Gia` in queste ore, dopo la diffusione della notizia, ci sono segnali di disimpegno da parte dei partner internazionali, oltre ad aver messo in allerta il sistema bancario che potrebbe mettere in discussione il sostegno sinora concesso al settore».  (riproduzione riservata) 



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