Spunta l’ipotesi rivalutazione dell’oro per trovare le risorse utili a cancellare la norma della manovra che prevede un aggravio di tassazione sui dividendi. Mentre il fronte contro l’articolo 18 che aumenta dall’1,2% al 24% l’aliquota sulle cedole delle partecipata interiori al 10% si fa più compatto arrivano proposte su come trovare il miliardo di euro necessario a compensare l’eventuale rimozione della norma. Sul tema è intervenuto Giulio Centemero, capogruppo della Lega in Commissione Finanze alla Camera, all’evento Milano Capitali 2025 promosso da Class Cnbc e Milano Finanza.
«Sulle coperture, una proposta che sto cercando di portare avanti è l'affrancamento dell'oro da investimento, che cuba un buon quantitativo, ma ci sono altre soluzioni per trovare gettito e coprire quello che va coperto», ha detto. L’idea sarebbe quella di far emergere la crescita di valore che l’oro ha avuto negli ultimi anni, prevedendo una tassazione e la stessa idea era stata suggerita qualche giorno fa sulle pagine di MF-Milano Finanza da Maurizio Casasco, responsabile del dipartimento Economia di Forza Italia.
In passato una misura analoga si pensò per le grandi riserve auree della Banca d’Italia, che ammontano a quasi 200 miliardi di valore e occorrerà capire se la rivisitazione di una mossa del genere, all’epoca stoppata dalla Bce, possa riguardare anche il mercato retail.
Sempre riferendosi alla necessità di trovare coperture per cancellare la norma dividendi Casasco aveva detto: «si può pensare di raccogliere risorse ad esempio dalla rivalutazione dei beni di imprese, dalla rivalutazione dell’oro, dalla razionalizzazione delle imposte sostitutive e da un’ulteriore razionalizzazione delle spesa pubblica improduttiva».
Resta a questo punto da capire se il governo farà propria l’idea e soprattutto come e per quale platea. Intanto ieri è stata giornata di audizioni sulla manovra e sia Confindustria sia Ania hanno bocciato la tassa sui dividendi. Il direttore generale di Viale dell’Astronomia, Maurizio Tarquini ha puntato il dito contro l’assenza di norme per ridurre il costo dell’energia per le imprese sottolineando che nel testo ci sono invece «interventi che minano l’affidamento dei contribuenti, la certezza del diritto e l’impatto positivo delle misure a sostegno degli investimenti». Tra le misure più critiche, proprio «l’inasprimento della tassazione dei dividendi infragruppo».
La nuova norma andrebbe anche a «disincentivare l’investimento delle riserve delle gestioni assicurative vita in partecipazioni azionarie di minoranza, facendo potenzialmente venire meno un afflusso di finanziamenti all’economia reale del Paese», ha poi aggiunto il presidente dell’Ania, Giovanni Liverani, che ha proposto «di escludere dalla norma almeno le partecipazioni di lungo periodo detenute per più anni, come già accade in alcune giurisdizioni estere». Ania ha anche chiesto modifiche a Solvency II per consentire il decollo del fondo di private debt da 600-800 milioni di euro destinato a sostenere le pmi italiane, lanciato dall’associazione utilizzando Garanzia Archimede fornita da Sace. (riproduzione riservata)