Inizio d’anno con il botto per Maire. L’azienda, che sviluppa tecnologie innovative a supporto della transizione energetica, ha chiuso il primo trimestre del 2025 con ricavi pari a 1,7 miliardi di euro, oltre la stima del consenso a 1,568 miliardi, in aumento del 35%, grazie alla progressione costante dei progetti in corso di esecuzione. Le acquisizioni di nuovi ordini sono state pari a 3,5 miliardi. In particolare, la business unit Sustainable Technology Solutions, guidata da Nextchem, ha acquisito nuovi ordini per 112,9 milioni.
L'ebitda è balzato del 38,2% a 113,5 milioni, sostenuto anche da un’efficiente gestione dei costi di struttura, con un margine ebitda pari al 6,6% (+10 punti base). La stima del consenso si fermava a 100 milioni. Crescita a due cifre (+46,6%) anche per il risultato operativo a 98 milioni (83 e 81 milioni le stime) con un margine del 5,7% (+40 punti base).
Mentre l’utile netto si è attestato a 64 milioni, in crescita del 37,3%, con un’incidenza sui ricavi del 3,8%, in aumento di 10 punti base. Il dato è superiore alle stime del consenso a 59 milioni. Le disponibilità nette adjusted al 31 marzo erano pari a 387,2 milioni, in aumento di 12,1 milioni rispetto al 31 dicembre del 2024. Inoltre, la generazione di cassa operativa ha più che compensato gli esborsi per il buyback (32,1 milioni) e gli investimenti (12,6 milioni) per il rafforzamento del portafoglio tecnologico e i progetti di innovazione digitale.
«Il nostro solido portafoglio ordini, che superava 15 miliardi di euro alla fine di marzo (15,4 miliardi, +1,6 miliardi rispetto a fine 2024, ndr), si è rafforzato grazie agli ulteriori 900 milioni di euro assegnati ad aprile, mentre continuiamo a diversificare ulteriormente la nostra presenza geografica e aumentare la visibilità sui nostri ricavi nel medio termine», ha commentato il ceo, Alessandro Bernini, precisando che il ruolo emergente dei Paesi del Global South e la resilienza del ciclo di investimenti energetici nel segmento downstream «ci danno fiducia per affrontare la complessità dell’attuale contesto macroeconomico».
Oggi, 29 aprile, le controllate Tecnimont e Kt- Kinetics Technology si sono aggiudicate lavori aggiuntivi di ordini precedentemente annunciati e nuove aggiudicazioni per un valore complessivo di 900 milioni di euro relativi ad attività di ingegneria, procurement e costruzione per progetti petrolchimici e servizi ad alto valore aggiunto per impianti di idrogeno verde in Asia Centrale e Sud Europa.
Maire ha anche precisato che il progetto di trattamento del gas e recupero dello zolfo Hail e Ghasha, assegnato alla controllata Tecnimont nell'ottobre 2023 per 8,7 miliardi di dollari, il cui completamento è previsto nel 2028, sta procedendo in linea con le attese. A fine marzo l’avanzamento complessivo è del 25%. Le attività di ingegneria procedono in linea con il programma, con alcune attività in anticipo. Le attività di approvvigionamento procedono bene, così come le attività di manufacturing. L’attività di costruzione è in avanzamento e tutti i subappalti sono stati assegnati, principalmente a società locali, in linea con gli obiettivi di InCountry Value del gruppo.
Guardando avanti, la società ha notato che la domanda di soluzioni tecnologiche innovative e, più in generale, il segmento downstream, sono caratterizzati da fondamentali robusti e resilienti, idonei a esprimere opportunità commerciali che si ritiene possano concretizzarsi in nuovi contratti nei prossimi mesi, in linea con le aspettative di 8 miliardi di euro di nuovi ordini per l’anno 2025.
Maire ha, quindi, previsto una crescita dei volumi di produzione e un miglioramento dei margini in particolare nella seconda parte dell'esercizio per le attività della business unit Sts, con una conseguente possibile revisione al rialzo delle performance del gruppo attese per l'anno in corso. Ma considerando le persistenti condizioni di incertezza e volatilità dei mercati internazionali, il cda ha confermato la guidance comunicata al mercato il 4 marzo scorso, in occasione della presentazione del piano strategico 2025-2034: ricavi a 6,4-6,6 miliardi (6,57 la stima del consenso), ebitda a 420-455 milioni (consenso a 445 milioni), margine al 6,6-6,9%, capex di 130-150 milioni e cassa netta adjusted in linea con il 2024 a 375 milioni (consenso a 306 milioni). Un’eventuale revisione delle stime sarà oggetto di comunicazione in occasione della presentazione dei risultati relativi al primo semestre del 2025.
Post nuovo contratto e conti oltre le attese, il titolo Maire è balzato in chiusura a Piazza affari dell’11,55% a 9,415 euro dopo aver toccato nell’intraday il massimo dal 4 marzo a 9,66 euro. «Inizio del 2025 forte per Maire», ha commentato a caldo Jefferies, precisando che l’ebitda è superiore del 14% rispetto al consenso e alle sue stime grazie al risultato molto positivo della divisione Integrated E&C Solutions che ha consuntivato nuovi ordini per 3,4 miliardi. Inoltre, «la posizione di cassa netta è risultata in lieve aumento rispetto al trimestre precedente e leggermente superiore alle nostre stime. I contratti aggiudicati per 3,5 miliardi con un book-to-bill di 2 sono in linea con le nostre stime ed è stata ribadita la previsione di 8 miliardi di nuovi ordini per l’esercizio fiscale 2025», ha aggiunto Jefferies, ribadendo il rating buy e il target price a 11 euro sull’azione, prezzo obiettivo che implica un potenziale margine di upside del 16,8% rispetto alla quotazione attuale. Attualmente il consenso Bloomberg vede 8 rating buy, 1 hold, e 1 sell con un target price medio a 10,63 euro. (riproduzione riservata)