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Lombardia, il governatore Fontana: ecco come attiriamo sempre più Paperoni esteri
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Lombardia, il governatore Fontana: ecco come attiriamo sempre più Paperoni esteri

17 ottobre 2025, 21:30

La quarta manovra siglata dal governo Meloni alza ancora, portandola a 300 mila euro, la flat tax per i Paperoni esteri che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia. Una modifica che arriva a poco più di un anno dal raddoppio della tassa forfettaria da 100 a 200 mila euro e che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti avrebbe voluto anche più dura. Comunque l’Italia rimarrà un paradiso fiscale particolarmente attrattivo in Europa. Gli altri regimi per i residenti non domiciliati (res non dom) nel Vecchio Continente o prevedono tasse proporzionali al reddito o non valgono per tutte le fonti di reddito estero o hanno un orizzonte temporale più limitato (ad esempio in Uk sono 4 anni contro i 15 italiani).

Metà dei Paperoni esteri che già hanno scelto l’Italia (i dati più recenti del Mef risalgono al 2023 e parlano di 1.242 beneficiari della flat tax) hanno trasferito la propria residenza in Lombardia e soprattutto a Milano «che rappresentano la locomotiva economica d’Italia, per una serie di fattori strutturali: un’economia dinamica, un ecosistema finanziario e imprenditoriale consolidato, un contesto culturale vivace e un’elevata qualità della vita». Lo ha spiegato a MF-Milano Finanza, Attilio Fontana, il governatore della Lombardia. Si aggiunge poi il fatto che in questi territori «si concentra un ecosistema che valorizza innovazione, ricerca e formazione, con 15 università e numerosi percorsi ITS che rafforzano il legame tra formazione, ricerca e impresa, contribuendo a far crescere nuove competenze e professionalità di eccellenza». La Regione si impegna a «sostenere la transizione digitale ed energetica delle aziende, accompagnandole nei processi di innovazione e sostenibilità». E ancora «la stabilità del contesto territoriale e istituzionale, insieme a un’offerta di servizi di eccellenza — dalla sanità alle scuole internazionali — e collegamenti efficienti con i principali hub europei sono elementi che pesano nelle scelte dei grandi patrimoni».

Domanda. L’attrattività della Lombardia si nota anche guardando la quota di investimenti esteri che raccoglie?

Risposta. Assolutamente sì. Nell’ultimo anno la Lombardia ha confermato la propria leadership in Italia nell’attrazione di investimenti esteri, con oltre 80 nuovi progetti annunciati che potranno generare più di 4mila posti di lavoro e un valore complessivo di circa 4,3 miliardi di euro. Il 2025 è stato un anno record, con oltre due terzi dei progetti concentrati in questo periodo. Milano si conferma il principale hub finanziario e produttivo del Paese, ma anche altri territori, come Pavia, Bergamo e Agrate Brianza, hanno attratto investimenti di rilievo.

Mentre i settori più dinamici risultano quelli dei servizi alle imprese, delle comunicazioni e data center, della finanza e delle biotecnologie, a conferma della capacità del sistema lombardo di attrarre progetti ad alto contenuto tecnologico, innovativo e sostenibile. Accanto a questi comparti, stanno crescendo in modo significativo anche gli investimenti legati all’industria manifatturiera avanzata, alle tecnologie green e alla logistica innovativa, settori nei quali la Lombardia può contare su competenze produttive consolidate e una posizione strategica unica nel contesto europeo. Per consolidare questo vantaggio competitivo, la Regione Lombardia sta rinnovando la propria strategia per l’attrazione degli investimenti diretti esteri e avviando la sperimentazione di nuovi strumenti di intervento, come nel caso delle Zone di Innovazione e di Sviluppo (ZIS), pensate per promuovere una collaborazione tra imprese, università, centri di ricerca e amministrazioni locali per lo sviluppo e dei territori e delle filiere a partire dalla individuazione di asset strategici, risorse, progetti e obiettivi concreti e misurabili.

D. A proposito di strumenti messi in atto dalla Regione, come procede il Fondo per la quotazione delle pmi? E avete in mente qualche altra misura per rafforzare Piazza Affari?

R. Il Fondo «Quota Lombardia» ha iniziato a operare nel 2025 e i primi risultati sono molto incoraggianti. Nei primi nove mesi dell’anno abbiamo accompagnato 4 pmi lombarde alla quotazione su Euronext Growth Milan e contiamo di sostenere almeno altre 2 operazioni entro la fine dell’anno. Per dare un riferimento, nel 2024 erano state 4 le pmi lombarde che si erano quotate senza il supporto del Fondo.

L’obiettivo è fare della Lombardia un hub naturale per le pmi che aspirano al mercato dei capitali, con una pipeline costante, modelli replicabili e un sistema regionale di accompagnamento che renda la quotazione più accessibile e meno rischiosa per le piccole e medie imprese. Soprattutto perché in un contesto globale caratterizzato da forte competizione, la quotazione rappresenta infatti non solo una leva per raccogliere capitali, ma anche un’opportunità di trasparenza, governance e visibilità.

Sicuramente il ruolo di Piazza Affari deve essere rafforzato, perché rappresenta un’infrastruttura strategica per la competitività del sistema Paese. Un mercato dei capitali più profondo e dinamico è fondamentale per offrire alle imprese strumenti di crescita alternativi al credito bancario e per attrarre investitori istituzionali, nazionali e internazionali, pronti a scommettere sull’economia reale.

In questa prospettiva, stiamo valutando l’introduzione di un nuovo strumento di venture capital dedicato a start up innovative, che si aggiunge ai 110 milioni già dedicati al Venture Capital, con l’obiettivo di accompagnarle lungo tutto il percorso di sviluppo e crescita. L’auspicio è che un numero crescente di exit avvenga proprio attraverso IPO sul mercato italiano, creando così un circolo virtuoso tra innovazione, capitale e sviluppo industriale.

D. Altre due sfide significative attendono la regione Lombardia nel 2026: le Olimpiadi di Milano Cortina e il Pnrr. A che punto sono i progetti?

R. Siamo pienamente in linea con i cronoprogrammi su entrambi i fronti. Da un lato, i Giochi invernali rappresentano un modello nuovo e sostenibile: oltre il 93% degli impianti è già esistente o riutilizzato, a dimostrazione che si possono organizzare grandi eventi senza sprechi e con attenzione all’ambiente. E allo stesso tempo le infrastrutture strategiche che stiamo completando — dalla viabilità alla mobilità ferroviaria — saranno un’eredità concreta: nuove connessioni ferroviarie e stradali, una mobilità più fluida tra Milano, Valtellina e le località olimpiche, investimenti in innovazione e turismo, opportunità di lavoro e valorizzazione delle eccellenze lombarde.

Dall’altro lato, la Lombardia è responsabile in ambito Pnrr di 40 investimenti per un valore di più di 3,7 miliardi di euro. Sono stati raggiunti risultati già tangibili in materia di sanità (il progetto di Assistenza domiciliare integrata ha superato tutti i target di erogazione delle cure domiciliari previsti fino ad oggi) e di mobilità sostenibile (sono stati messi in esercizio 16 treni elettrici a cui se aggiungeranno molto presto 7 a idrogeno). Non mancano, però, alcune criticità, che le Regioni e le Province Autonome hanno evidenziato in numerose sedi ed occasioni. Mi riferisco, in particolare, alle direttive specifiche del Pnrr - sia per il monitoraggio sia per la rendicontazione dei progetti – che genera duplicazioni e incertezze interpretative. Risulta altrettanto critica la mancanza di un protocollo di interoperabilità tra il sistema di monitoraggio e controllo ReGis e i sistemi in uso agli enti locali. (riproduzione riservata)



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