
Il mercato azionario sta cedendo sotto il peso di una semplice equazione: la liquidità, intesa come bond a brevissimo termine, rende più delle azioni. E in effetti i buoni del Tesoro Usa iniziano a raccontare una storia molto interessante per chi vuole investire in epoca di tassi alti con la prospettiva che l’aumento del costo del denaro non sia ancora terminato.
Infatti i T bond a sei mesi negli Usa viaggiano con un rendimento del 5,5% – il valore più alto dal 2001 – rispetto al dividend yield dell’indice S&P 500 che si aggira attorno al 4,7%.

Secondo gli analisti di Bloomberg, questo è il più grande vantaggio di cui la liquidità ha goduto rispetto alle azioni dal 2000. Con la «determinazione della Federal Reserve di mantenere i tassi di interesse elevati per un periodo di tempo saldamente radicato nella psicologia del mercato», gli investitori optano sempre più per i titoli del debito pubblico, notano gli analisti.
E gli interessi degli investitori si stanno riversando sui titoli del Tesoro a breve scadenza, che offrono un rischio di credito praticamente pari a zero, se si pensa che fra sei mesi è improbabile che gli Usa falliscano.
A ciò si aggiunga che a settembre 2023 gli afflussi nei fondi del mercato monetario hanno raggiunto il massimo storico di 5,6 trilioni di dollari.
Quali titoli di Stato sono oggi più interessanti? Il T bond a 6 mesi rende il 5,56% (il dato va però annualizzato, è attorno al 2,8%), l’emissione a 1 anno rende il 5,47%, quella a 2 anni il 5,07%, a 5 anni il 4,59%, a 10 anni il 4,51%. I rendimenti delle emissioni più corte sono più alti quando la curva si inverte, perché di solito avviene il contrario, i titoli rendono di più man mano che si allunga la vita. L’inversione ha luogo storicamente nel momento in cui i mercati temono una recessione entro i successivi 12 mesi circa, un fatto comprensibile con i tassi alti che frenano la crescita.
Anche il rendimento dei Btp è interessante. Quello a sei mesi ritorna in portafoglio il 3,94% (2% circa il valore annualizzato), rendimento che sale al 3,92% per il titolo di 1 anno, è il 3,58% a 2 anni, il 4,11% a 5 anni e il 4,69% a 10 anni. In questo caso non esiste un rischio cambio, l’obbligazione è espressa in euro e viene tassata dallo Stato al 12,5% contro il 26% ordinario degli altri titoli. (riproduzione riservata)