L’ottantesimo anniversario della liberazione dalla dittatura fascista e dalla occupazione nazista. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deposto all’Altare della Patria una corona d'alloro con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e i presidenti di Camera e Senato. Poi il capo di Stato si è spostato a Genova.
«Resistenza fu fraternità e responsabilità, voleva la pace», le parole del presidente. «In questa giornata, la nazione onora la sua ritrovata libertà e riafferma la centralità di quei valori democratici che il regime fascista aveva negato», quelle scelte dalla premier.
Il discorso del presidente muove dal luogo in cui viene pronunciato: la Liguria. «Una regione», ha detto Mattarella, «che, ricca di virtù patriottiche, tanto ha contribuito alla conquista della libertà del nostro popolo». Un popolo, quello italiano, la cui «aspirazione profonda, dopo le guerre del fascismo, era la pace», ha proseguito, ricordando che fu la «resistenza» a porsi «l’obiettivo di raggiungere la pace come condizione normale delle relazioni fra popoli».
«Anche dalle diverse Resistenze nacque l’idea dell’Europa dei popoli, oggi incarnata dalla sovranità popolare espressa dal Parlamento di Strasburgo. Furono esponenti antifascisti coloro che elaborarono l’idea d’Europa unita, contro la tragedia dei nazionalismi che avevano scatenato le guerre civili europee».
«Un nome per tutti qui a Genova, quello di Luciano Bolis, esponente del Partito d’Azione, orrendamente torturato dalle Brigate nere nel febbraio 1945, miracolosamente sopravvissuto. Medaglia d’argento al valor militare, riposa ora a Ventotene, accanto ad Altiero Spinelli», ha ricordato Mattarella. «La libertà delle diverse Patrie è divenuta la liberazione dell’Europa da chi pretendeva di sottometterla».
«È l’esercizio democratico che sostanzia la nostra libertà», ha proseguito il capo dello Stato parlando a Genova. «Da questi principi fondativi viene un appello: non possiamo arrenderci all’assenteismo dei cittadini dalla cosa pubblica, all’astensionismo degli elettori, a una democrazia a bassa intensità». Papa Francesco nella sua Fratelli tutti, ha ricordato, «ci ha esortato a superare conflitti anacronistici ricordandoci che ogni generazione deve far proprie le lotte e le conquiste delle generazioni precedenti e condurle a mete ancora più alte».
«Non è possibile accontentarsi di quello che si è già ottenuto nel passato e fermarsi, e goderlo come se tale situazione ci facesse ignorare che molti nostri fratelli soffrono ancora situazioni di ingiustizia che ci interpellano tutti. Ecco perché è sempre tempo di Resistenza, ecco perché sono sempre attuali i valori che l'hanno ispirata».
«Oggi l’Italia celebra l’ottantesimo Anniversario della Liberazione. In questa giornata, la Nazione onora la sua ritrovata libertà e riafferma la centralità di quei valori democratici che il regime fascista aveva negato e che da settantasette anni sono incisi nella Costituzione repubblicana», ha detto la presidente del Consiglio.
«La democrazia trova forza e vigore se si fonda sul rispetto dell’altro, sul confronto e sulla libertà e non sulla sopraffazione, l’odio e la delegittimazione dell’avversario politico. Oggi rinnoviamo il nostro impegno affinché questa ricorrenza possa diventare sempre di più un momento di concordia nazionale, nel nome della libertà e della democrazia, contro ogni forma di totalitarismo, autoritarismo e violenza politica», ha concluso. (riproduzione riservata)