Dopo l'Iron Dome, che protegge Israele dagli attacchi missilistici neutralizzandone circa il 90%, fa notizia un'altra cupola-scudo, ancora più hi-tech e ambiziosa ma tutta da realizzare: è il Golden Dome for America di Donald Trump, costo stimato almeno 175 miliardi di dollari, anche se alcune stime indipendent esaminate dal Congresso lo alzano a oltre 540 miliardi. Alla sua realizzazione, che richiederà l'intero mandato presidenziale e il coinvolgimento dei big dell'aerospazio e difesa in una sorta di dream-team dell'industria di settore, si iscrive anche Leonardo Drs, la controllata statunitense di Leonardo. «Leonardo Drs è impegnata per garantire il successo della missione Golden Dome richiesta dal presidente Trump», si legge nella presentazione del progetto sul sito del gruppo, «Accettiamo la straordinaria sfida di sostenere la difesa missilistica e la difesa aerea della patria facendo parte del Golden Dome for America».
Il piano della cupola-scudo d'oro, forse il più ambizioso dell'amministrazione Trump, prevede un sistema difensivo avanzato integrato per proteggere gli Stati Uniti dai moderni missili balistici, ipersonici, da crociera e da tutte le altre minacce aeree. Richiederà capacità multi-dominio stratificate: spazio, aria, mare, terra e cyber. «Leonardo Drs è pronta a fornire le sue tecnologie in collaborazione con il governo degli Stati Uniti per affrontare questa iniziativa», sostiene la società. «Il Golden Dome per l'America si baserà su una migliore identificazione, rilevamento e tracciamento del bersaglio e sulla fusione dei dati, e sfrutterà la nostra esperienza nel rilevamento anticipato, fondamentale per i sistemi di difesa missilistica stratificati che Golden Dome utilizzerà, consentendoci di rispondere rapidamente ai requisiti immediati e futuri per questo progetto». Leonardo Drs, che dall'inizio dell'anno ha ripreso a correre al Nasdaq con un guadagno del 42% (anche se ieri ha registrato una battuta d'arresto dall' apertura di seduta), conta anche sulla sua posizione di fornitore di sensori per i programmi spaziali critici degli Stati Uniti. «Forniamo sistemi elettro-ottici e infrarossi di nuova generazione, elaborazione dei dati di missione, instradamento dei dati e crittografia riprogrammabile via software per missioni terrestri, di difesa spaziale e di intelligence», specifica.
Intanto dal salone aerospaziale di Parigi-Le Bourget è arrivata la notizia della costituzione della jv paritetica tra Leonardo e il partner turco Baykar Technologies per lo sviluppo dei droni. La newco si chiama Lba Systems e sarà guidata da Francesco Sabatini, head of Market and Competitive Intelligence di Leonardo, definito «il più giovane ceo» da Roberto Cingolani, ad del gruppo. Il presidente sarà Haluk Bayaraktar, fratello di Selcuk, numero uno di Baykar Technologies. (riproduzione riservata)