Giovedì 9 marzo Leonardo pubblicherà i conti del 2022, preceduti dal rialzo delle stime sugli ordini da 15 a 16 miliardi di euro. C’è attesa soprattutto sulla proposta di dividendo 2022, da pagare a maggio dopo l’ok dell’assemblea. Quello 2021, reintrodotto dopo la pausa del 2020, è stato di 0,14 euro per azione a fronte di un utile netto più che raddoppiato a 587 milioni di euro (+142%). Per l’esercizio 2022 fonti di mercato stimano un utile netto di 754 milioni di euro, che riavvicinerebbe il gruppo guidato dall’ad Alessandro Profumo al risultato pre-Covid del 2019 di 821 milioni. Per la cedola di conseguenza si ipotizza un lieve aumento a 0,15 euro, sempre stando alle indicazioni che filtrano dagli analisti.
Quel che è certo è che il 2022 ha impresso una svolta a Leonardo, complice la corsa pubblica ad aumentare i budget per la Difesa dopo l’invasione russa dell’Ucraina, che apre prospettive anche per il 2023. Un recente report di Goldan Sachs sottolinea che «con un'esposizione dell'85% al business della Difesa (la seconda più alta all’interno del settore) Leonardo dovrebbe beneficiare di un contesto favorevole alla crescita grazie alla maggior attenzione del governo in Europa a far fronte agli impegni del 2% del pil della Nato».
Se la guerra ha segnato il contesto, a lasciare il segno a piazza Monte Grappa sono state sicuramente le new entry quotate: la tedesca Hensoldt, partecipata alla pari (25,1%) con Stato tedesco, e la controllata Leonardo Drs post-fusione con l’israeliana Rada, acquisita da Leonardo al fine di inglobarla nella sussidiaria statunitense così da assicurarle in automatico la doppia quotazione al Nasdaq e al Tase di Tel Aviv. Due veri e propri jolly per un gruppo che è alimentato soprattutto dalle commesse militari.Entrambe le società sono attive nell’elettronica per la difesa e la sicurezza: Hensoldt ha in portafogli sensori, gestione dati e robotica, mentre Leonardo Drs Rada è un produttore di radar tattici e altre tecnologie elettroniche per la difesa.
In un anno il titolo Hensoldt è cresciuto del 55% e se si fa il conto dall’ipo del 25 settembre 2020 alla borsa di Francoforte il suo valore è quasi triplicato. Al Nasdaq Leonardo Drs quota ormai stabilmente in area 13 dollari per azione dal prezzo iniziale di 11,9 dollari del 29 novembre 2022. Per gli analisti (Alliance Global, Jefferies eccetera) è strong buy, con un consensus sul prezzo-obiettivo a 16 dollari. InvestorPlace, che lo consiglia come investimento a lungo termine, definisce Leonardo Drs «un giocatore di difesa emergente che probabilmente diventerà grande nei prossimi anni, con un mercato di potenziali commesse da oltre 20 miliardi di euro, grazie alla combinazione con Rada». Alla capogruppo insomma lo shopping 2022 è andato decisamente bene, almeno a giudicare dall’andamento azionario delle due società.
Un’altra banca d’affari come Akros ha inserito Leonardo tra i titoli su cui puntare nel 2023 ritenendo che sia scambiato a sconto e che possa puntare a un prezzo-obiettivo di 15 euro dagli attuali 10,8. A favore gioca anche qui la forte esposizione al settore militare. Altro fattore-chiave è la ripresa del comparto aereo, che sta tornando ai livelli pre-pandemia. «Leonardo è il titolo più conveniente dell'Aerospazio & Difesa: tratta a 6,4 volte le stime di utile per azione 2023 rispetto ai concorrenti militari europei che trattano a 16,6 volte in media». (riproduzione riservata)