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Un simulatore di volo alla Leonardo Helicopters Training Academy
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Le corporate academy dove cresce il «capitale umano» del futuro

di Laura Magna
10 settembre 2025, 14:00

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Gamification, Training center, simulatori, l’offerta formativa interna alle aziende si arricchisce di tecnologie all’avanguardia e di strutture dedicate per attrarre risorse, aggiornarle e rispondere al mismatch tra scuola e lavoro

Non solo crescono in numero, ma sono sempre più hi-tech. Le Corporate Academy italiane sono passate da 25 (nel 2010) a 232 (nel 2024), secondo la fotografia scattata dal Rapporto Assoknowledge 2025, che le descrive come strumenti chiave per formare competenze e attrarre e trattenere talenti, ovvero la merce più rara di tutte. L’impressionante mismatch che da sempre esiste in Italia nel mondo del lavoro oggi interessa quasi due aziende su tre, secondo un recente focus di Confindustria: una distanza che ha causato nel solo 2023 una perdita di valore aggiunto di 43,9 miliardi di euro, circa il 2,5% del Pil. E la situazione non può che peggiorare: nei prossimi cinque anni si stima un fabbisogno di 4,6 milioni di lavoratori con competenze green e digitali, che di fatto non ci sono. E se è vero che è vero, come sostiene il Wef, che il 65% dei bambini che iniziano la scuola oggi svolgerà lavori che attualmente non immaginiamo neppure, quella descritta dai numeri è solo la punta di un iceberg.

Per anticipare questo cambiamento, difficile anche da prevedere, le aziende più avanzate stanno reinventando il concetto di formazione interna. Non più semplici corsi in aula o webinar, ma vere esperienze immersive, integrate con realtà aumentata, IA, simulazioni in tempo reale e ambienti virtuali modellati sulle logiche del metaverso. Hub ad alta tecnologia dove si costruisce il capitale umano del futuro. Un fenomeno che attraversa settori molto diversi, dall’aerospazio al retail, dall’energia al design industriale. Vediamo alcune.

Tra le esperienze più emblematiche si distingue quella di Leonardo, gruppo hi-tech attivo nello sviluppo di tecnologie per la sicurezza globale: l’azienda ha sviluppato un ecosistema in cui tutte le fasi, dalla progettazione all’addestramento, sono connesse in un continuum digitale e in cui la formazione avanzata è un elemento chiave per rafforzare le capacità operative. La rete di Training Academy, basata su piattaforme digitali, simulazione avanzata e ambienti di apprendimento Live, Virtual and Constructive (LVC), offre, in Italia e all’estero, percorsi certificati per il personale interno e per gli operatori esterni che utilizzano tecnologie e sistemi Leonardo: dagli elicotteri ai velivoli, dalla cybersecurity all’elettronica. Le academy integrano tecnologie di realtà virtuale e aumentata, IA, deep learning e wargaming, supportate dall’elevata potenza di calcolo dell’HPC davinci-1. Questo supercomputer, uno dei più potenti in Europa, consente di gestire in tempo reale una grande quantità di dati, ottimizzando la precisione delle simulazioni e la capacità di personalizzare i percorsi formativi in funzione delle esigenze operative. Tra gli esempi più rappresentativi vi sono le academy per elicotteri con oltre 120 simulatori capaci di replicare fino a 360 scenari operativi con elevata fedeltà.

Anche EssilorLuxottica ha riorganizzato in chiave tech la propria formazione. E lo ha fatto, dal 2021, con la creazione dell’ecosistema di formazione Leonardo, accessibile dagli oltre 200mila dipendenti e dai clienti in tutto il mondo. Dal lancio ad oggi, la piattaforma ha fornito 10,4 milioni di ore di formazione complessive in 30 lingue. L'interdisciplinarietà dei contenuti e la molteplicità di formati hanno attirato 35 milioni di visite da più di 100 paesi. Ma soprattutto, la piattaforma offre percorsi personalizzati in base al ruolo, a partire dall’onboarding fino a programmi avanzati su tematiche di cura della vista e customer experience, con una logica di apprendimento continuo. Ma non solo, c’è anche spazio per i giovani. Con l’Operations Talent Program, il gruppo accoglie neolaureati in discipline Stem o economiche in un percorso biennale di formazione manageriale e tecnica all’interno degli hub manifatturieri in Italia, Francia e nel mondo. Il progetto si compone di percorsi innovativi di apprendimento, con esperienze sul campo e di project management.

Una fase di lavorazione delle lenti nella factory di Luxottica
Una fase di lavorazione delle lenti nella factory di Luxottica

Un altro caso interessante arriva dal gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, che nel 2024 ha accelerato il percorso di innovazione didattica già in corso, con l’obiettivo di rendere l’apprendimento continuo, accessibile e modellato sulle esigenze individuali. In questa cornice nasce l’ecosistema digitale Digital Learning, al cui cuore c’è il nuovo Learning Management System, che entro l’anno erogherà oltre 1 milione di ore di formazione. Ma l’aspetto più dirompente riguarda l’impiego dell’intelligenza artificiale. FS ha messo a punto un framework etico e operativo per valutarne l’impatto sui processi formativi, assicurando il rispetto dei più alti standard di tutela dei dati e delle persone. Al tempo stesso, l’IA è protagonista nell’apprendimento personalizzato: nel 2026 partiranno tre sperimentazioni innovative. Si va dal content designer per la produzione automatizzata di materiali didattici come video e podcast, al syllabus designer per la costruzione di percorsi formativi su misura, fino al content generator che produrrà i contenuti veri e propri. La rivoluzione riguarda anche i percorsi abilitativi, in particolare in ambiti tecnici. Anche qui il progetto «formazione digitalizzata», attivo fino al 2026, sta introducendo realtà virtuale, simulatori e gamification per migliorare efficacia e coinvolgimento.

Nel mondo utility spicca Enel che ha trasformato la tecnologia in un alleato chiave nella formazione aziendale fin da prima della pandemia, ampliando gli utilizzi di software per la comunicazione online. Oggi, sebbene oltre il 70% della formazione in Italia sia in presenza, le aule virtuali restano centrali, spesso in modalità blended. Enel dispone di una piattaforma proprietaria di e-learning (Lms) integrata con una libreria esterna (Mooc), dotata di applicazioni di IA che profilano gli utenti per offrire suggerimenti personalizzati. Per l’apprendimento delle lingue viene utilizzata una piattaforma online accessibile da qualsiasi device, in modalità sincrona e asincrona. L’azienda ha inoltre sviluppato piattaforme digitali custom per la formazione di specifiche professionalità, con contenuti interattivi e tecnici, e una piattaforma gamificata per la formazione sulla cyber security. App e gamification sono impiegate in azioni mirate, per favorire l’engagement, mentre realtà aumentata e virtuale trovano spazio nella formazione tecnica e sulla sicurezza, offrendo simulazioni immersive in ambienti controllati.

A dare il via alla creazione di academy nel settore utility era stato già nel 2011 il gruppo Hera che oggi può contare su una vera e propria Corporate University in grado di coinvolgere oltre il 97% della popolazione aziendale e offrire iniziative formative per un valore superiore alle 30 ore pro capite mettendo a frutto un investimento economico di circa 15 milioni di euro tra costi interni ed esterni sostenuti per la progettazione e l’erogazione delle attività. HerAcademy si sviluppa in un articolato sistema di 10 academy professionali concentrate sui diversi ambiti di competenze (da Ingegneria ad Acquisti e Appalti, da Acqua a Energy, da Marketing alla Vendita e gestione clienti) e, da settembre 2024, può contare sugli spazi rinnovati del Learning Center, un’intera palazzina di tre piani all’interno della sede di Bologna, dotata di tecnologie all’avanguardia, per soddisfare tutte le possibili esperienze di apprendimento (Exhibition, Flexible Classroom, Coaching, Virtual Training, Social Space, Custom Open Space...). Del 2022 è invece il Training Center di Ferrara, spazio per implementare nuove modalità di trasferimento del know-how tecnico con l’utilizzo di metodologie innovative di virtual training, finalizzate allo sviluppo di competenze operative.

Una fase di lavorazione delle lenti nella factory di LuxotticaUn tecnico di Italgas utilizza la piattaforma di IA Dana per l'automazione della rete
Un tecnico di Italgas utilizza la piattaforma di IA Dana per l'automazione della rete

Caso di scuola anche quello di Italgas, che ha fondato nel 2021 Bludigit, digital factory, controllata al 100%, per centralizzare e rafforzare le competenze digitali, mettendo a disposizione anche di altri operatori le soluzioni sviluppate. Bludigit progetta le piattaforme digitali che abilitano i processi chiave del core business, dalla rete intelligente alla digitalizzazione dei cantieri e all’automazione interna, operando come software house interna e laboratorio di innovazione. Tra le soluzioni proposte spicca WorkOnSite, app per la supervisione intelligente dei cantieri dotata di IA proprietaria (WOSeye), che consente monitoraggio da remoto, riducendo CO2 e oltre l’80% delle ispezioni fisiche. «I prodotti che sviluppiamo», afferma Marco Barra Caracciolo, ceo di Bludigit e cio di Italgas, «dalle piattaforme per la gestione dei cantieri agli algoritmi per la manutenzione predittiva, non sono semplici strumenti tecnologici, ma veri abilitatori di efficienza, sicurezza e sostenibilità. Traduciamo le esigenze operative in soluzioni digitali su misura, capaci di evolvere con il business».

Le tecnologie immersive non sono semplici orpelli futuristici, ma strumenti concreti per creare cultura, sviluppare competenze critiche e costruire un senso di appartenenza. Un’evoluzione necessaria per affrontare mercati complessi e dinamici, nei quali il vero vantaggio competitivo risiede sempre di più nella qualità delle persone. © riproduzione riservata



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