Il settore finanziario europeo evidenzia le sovrapposizioni nelle normative Ue sui rischi informatici e chiede di eliminare le duplicazioni nell’ambito della revisione in corso dei requisiti sul digitale (si veda sul tema MF-Milano Finanza dell’11 novembre).
In particolare l’associazione dei mercati Afme chiede l’esclusione del settore finanziario dalla normativa «orizzontale» che regola tutti i prodotti con una componente digitale (Cyber Resilience Act o Cra), poiché gli istituti applicano già la regolamentazione «verticale» specifica del comparto (Digital Operational Resilience Act o Dora).
In tal senso, secondo Afme (che ha tra i membri anche Intesa Sanpaolo e Unicredit), l’Europa potrebbe perdere un’opportunità di intervenire sulla materia nel pacchetto omnibus che sarà presentato il 19 novembre.
«L’attuale sovrapposizione tra Cra e Dora rischia di creare un labirinto di requisiti doppi per gli istituti già soggetti a una rigorosa supervisione informatica», ha rilevato James Kemp, managing director di Afme.
Secondo Stefano Mazzocchi, managing director di Afme, «nel tentativo di migliorare la sicurezza informatica, la Commissione sta inavvertitamente sovrapponendo la regolamentazione dei prodotti a quella delle società, catturando due volte gli stessi sistemi. Ciò non solo compromette l’efficienza, ma contraddice gli stessi obiettivi dell’Ue in materia di competitività e semplificazione normativa».
Per esempio le app delle banche, in quanto prodotti digitali, sono soggette alle norme generali del Cra (che dovranno essere rispettate da giugno 2026) e anche a quelle specifiche di Dora.
Sul tema Afme ha inviato una lettera alla Commissione Ue assieme ad altre associazioni bancarie, dei fondi e delle assicurazioni. La materia non sarà affrontata nel testo di Bruxelles che sarà presentato la prossima settimana, ma potrà trovare spazio nelle discussioni dei prossimi mesi.
Nel pacchetto in arrivo sul digitale c’è invece la proposta di creare un sistema unico europeo per il reporting degli incidenti cibernetici.
Secondo Afme, tuttavia, il nuovo sistema non sarà un progresso significativo perché metterà insieme modelli differenti senza davvero unificarli. Di conseguenza non ci saranno risparmi rilevanti nell’attività degli operatori. Inoltre il nuovo hub potrebbe diventare un bersaglio per gli hacker.
Ieri intanto la Bce ha pubblicato l’opinione ufficiale sulle proposte della Commissione Ue sulle cartolarizzazioni evidenziando il rischio di agevolare in modo eccessivo le transazioni sintetiche, quelle cioè realizzate attraverso derivati.
Nel complesso, secondo Francoforte, le regole di Bruxelles sono «un passo nella giusta direzione» per «facilitare l’espansione del mercato» delle cartolarizzazioni, ma «occorre prestare attenzione all’impatto» delle modifiche sulle operazioni sintetiche.
«Se l’emissione dovesse continuare in linea con le tendenze attuali o addirittura accelerare, non si potrebbe escludere l’accumulo di rischi per la stabilità finanziaria che potrebbero diventare sostanziali. È quindi necessario un monitoraggio continuo», ha rilevato la Bce. (riproduzione riservata)