I mercati prevedono fino a tre rialzi dei tassi da parte della Banca d'Inghilterra e della Banca centrale europea e uno da parte della Federal Reserve entro la fine dell'anno. "Si tratta di una svolta notevole, avvenuta nel giro di poche settimane", commenta Mitch Reznick, Group Head of Fixed Income di Federated Hermes. "Il sell-off nella parte breve della curva ha provocato un marcato bear flattening, accelerando la distorsione delle curve dei tassi. Nel giro di poco più di un mese, abbiamo assistito a un appiattimento di oltre 85 punti base nella curva dei gilt a due e trent'anni, dal picco al minimo, oltre che a un drastico appiattimento anche in altre curve", continua l'esperto. "Le preoccupazioni per l'inflazione e, di conseguenza, per l'attività delle banche centrali sui tassi sembrano aver messo in secondo piano i timori legati agli effetti dell'aumento dei rischi geopolitici, sulla scia del conflitto tra Stati Uniti e Iran", spiega Reznick. "Questo dice molto sulla convinzione del mercato che l'attuale conflitto possa essere contenuto. Nel breve termine è probabile che i prezzi del petrolio rimangano elevati", dichiara l'esperto. Tuttavia, la misura in cui questo contenimento sia possibile resta una questione aperta. I mercati dei tassi hanno registrato una rapida inversione di rotta rispetta al rally guidato dal consenso "dovish" registrato fino a inizio marzo. "Ciò suggerisce che i mercati ritengano ora che le banche centrali aumenteranno i tassi per frenare l'inflazione, il che, a sua volta, ha provocato forti oscillazioni nei mercati del credito", conclude Reznick.