L’export rimane l’asso nella manica del Lazio. La conferma arriva dai numeri del 2024 che ha visto le esportazioni dei poli tecnologici laziali toccare un nuovo record storico: 16,2 miliardi di euro, con una crescita a due cifre sia per il polo farmaceutico che per l’Ict.
Certo, nel 2024 non c’erano ancora i dazi imposti da Donald Trump, ma la fotografia scattata dall’ultima ricerca curata dal Research Department di Intesa Sanpaolo, evidenzia che «pur presentando una propensione all’export inferiore alla media italiana, il Lazio è la sesta regione nel contesto nazionale: nel 2024 ha realizzato 32 miliardi di euro di esportazioni, in incremento dell’8,5% rispetto al 2023, a fronte di una sostanziale stabilità del dato nazionale (-0,4%)».
In particolare, il farmaceutico ha registrato un export di 13,7 miliardi, nuovo massimo storico dal 2019. Anche il polo Ict ha raggiunto il nuovo massimo storico toccando 1,2 miliardi di euro, mentre è proseguito il trend negativo dell’aerospazio che ha visto esportazioni in calo del 7,6% a 1,4 miliardi di euro (-112,7 milioni rispetto all’anno precedente).
Sulle prospettive di questi poli pesa, però, l’incertezza legati ai dazi degli Stati Uniti. Gli economisti di Ca’ de Sass mettono in luce come, ad esempio, il farmaceutico esporti negli Stati Uniti merci per un controvalore di 1,85 miliardi e sul totale esportato gli Stati Uniti assorbono una fetta del 13%. La prospettiva di un incremento dei dazi che prima dell’avvento di Trump erano solo al 2,5% rende quindi incerte le prospettive.
«Alla luce dell’attuale contesto geopolitico le imprese laziali nei prossimi anni sono chiamate in primis a diversificare sia i mercati di sbocco che di approvvigionamento e a introdurre strumenti di mitigazione del rischio», ha spiegato a MF Milano Finanza Roberto Gabrielli, responsabile della Direzione regionale Lazio e Abruzzo Intesa Sanpaolo.
«Le imprese del territorio continuano ad investire per poter rimanere sul mercato e competere. Soprattutto in questo contesto di incertezza, gli investimenti in innovazione e il posizionamento su nuovi mercati restano fondamentali per mantenere la competitività». (riproduzione riservata)