Per espandere il business Lavazza ha scelto ancora una volta il mercato d’oltralpe, dove sempre più francesi apprezzano il caffè. Dopo aver inglobato nel 2016 Carte Noire e Mars Drinks Business l’anno successivo, il gruppo torinese ha presentato ora un’offerta per l’acquisizione del 100% di Maxi-Coffee. Fondato nel 2007, il gruppo transalpino vende principalmente macchine per il caffè espresso, rivolgendosi sia a clienti privati sia a bar e ristoranti attraverso la piattaforma di e-commerce, una rete capillare di 60 punti vendita, l’École du Café e i concept store brandizzati.
Al momento, il capitale è in mano al fondatore Christophe Brancato, a 21 Invest, sgr specializzata nel private equity creata da Alessandro Benetton e ad altri azionisti di minoranza. Maxi-Coffee offre circa 8mila prodotti tra più di 350 marchi differenti di caffè (in grani, macinato e in capsule) e un’ampia gamma di macchine per l’espresso, caffettiere, macinacaffè e accessori. Conta 1.446 dipendenti e fattura circa 230 milioni di euro. Ora l’offerta dovrà essere approvata dalla Direzione generale per la concorrenza, i consumatori e il controllo delle frodi. Con il semaforo verde al deal, Lavazza si avvia a diventare il terzo polo europeo dell’iconica bevanda, dopo la svizzera Nestlé e il colosso americano-olandese Jde Peet’s, controllato dalla multinazionale Jab della famiglia tedesca Reimann e quotato alla borsa di Amsterdam. Al gruppo italiano spetterà la maggior parte delle azioni di Maxi-Coffee mentre Brancato reinvestirà nel capitale con una quota minoritaria, continuando a ricoprire il ruolo di presidente. 21 Invest, invece, lascerà definitivamente il gruppo.
Nel 2018 aveva operato in regia per la creazione dell’attuale Maxi-Coffee, attraverso la fusione con Daltys, altra azienda nel portafoglio francese di 21 Invest che si occupava però di distributori di caffè. Scommessa sul fatto che nove francesi su dieci consumano caffè, l’operazione ha portato il gruppo di Gardanne, forte sull’e-commerce, a diventare un player di dimensione nazionale. Ora, dopo 10 anni, la valorizzazione dell’investimento e l’exit da parte di 21 Invest. (riproduzione riservata)