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Philip Lane
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Lane (Bce): altri tagli dei tassi se ci saranno progressi sull’inflazione nell’Eurozona

11 giugno 2024, 21:30 Ultimo aggiornamento: 21:33

Il capoeconomista Bce Philip Lane sottolinea che la compressione dei margini delle imprese nell’Eurozona avrà «un ruolo importante» nella disinflazione. Il governatore francese François Villeroy de Galhau: non bisogna affrettare né procrastinare le riduzioni dei tassi. La presidente della Vigilanza Bce Claudia Buch: le banche si adeguino alle aspettative Ifrs9 su accantonamenti e overlays

«Penso che ci saranno altri tagli, a condizione che ci siano progressi verso gli obiettivi di inflazione». Lo ha sottolineato a Dublino Philip Lane, capoeconomista della Bce. «Se vedremo miglioramenti, allora continueremo a ridurre il livello di restrizione e alla fine normalizzeremo i tassi. Se non li osserveremo, allora procederemo più lentamente». In sintesi è questo l’atteggiamento che avrà la Bce nei prossimi mesi. I mercati escludono un taglio a luglio mentre considerano al 60% la probabilità di una riduzione a settembre. Quest’anno si prevedono una-due sforbiciate in aggiunta a quella del 6 giugno che ha portato i tassi sui depositi dal 4 al 3,75%.

La riduzione dei tassi la scorsa settimana è stata giustificata da una maggiore fiducia nel ritorno dell’inflazione al 2% nella seconda metà del 2025, secondo quanto emerso nelle ultime proiezioni di Francoforte. Quanto al futuro, le previsioni Bce incorporano la curva dei tassi di mercato che include già una serie di tagli nel 2024 e 2025. Se dovesse esserci uno shock al rialzo sull’inflazione, allora «potrebbe essere affrontato con un ritmo più lento di riduzioni dei tassi rispetto al percorso di base incorporato nelle proiezioni», ha detto Lane. Questo perché ora i tassi al 3,75%, nonostante la recente riduzione, restano ampiamente in territorio restrittivo.

La posizione di Lane

Dalle parole di Lane si può dedurre che, salvo sorprese davvero significative, non appare in discussione la direzione della politica monetaria che procede verso una riduzione su livelli più neutrali. Tuttavia la tempistica dei tagli potrebbe cambiare ed essere più lenta in caso di notizie negative sull’inflazione. Perciò in questa fase nessun banchiere centrale Bce vuole dare indicazioni sui tassi: si preferisce mantenere la massima flessibilità. La presidente Christine Lagarde ha detto che i tassi potrebbero restare fermi anche per più riunioni.

In ogni caso sull’inflazione possono esserci anche rischi al ribasso. BofA per esempio ritiene che il carovita scenderà sotto l’obiettivo del 2% e che la Bce dovrà tagliare di più del previsto l’anno prossimo. Lane ha sottolineato che il taglio di giugno consentirà «maggiore protezione» contro gli shock al ribasso.

Il capoeconomista Bce ha poi evidenziato che è in corso una compressione dei margini di profitto delle aziende (si veda MF-Milano Finanza dell’11 giugno) che avrà «un ruolo importante» nella disinflazione perché permetterà di assorbire la crescita degli stipendi. In tal senso Lane si attende anche una frenata dei salariali dopo l’accelerazione del primo trimestre legata ai rinnovi di contratti triennali in Germania nel settore pubblico e retail.

Gli stipendi non sono stati all’origine della recente inflazione. Gli aumenti salariali sono adesso un recupero fisiologico del potere d’acquisto dei lavoratori, utile per una ripresa dei consumi e della domanda. Quanto a un probabile ritardo nel taglio dei tassi da parte della Fed, Lane ha osservato che i movimenti del cambio euro/dollaro sono stati finora minimi.

Villeroy: serve gradualismo pragmatico sui tassi

Il governatore della Banca di Francia François Villeroy de Galhau si è appellato a un «gradualismo pragmatico per quanto riguarda il tasso terminale e la tempistica dei tagli, per i quali bisogna procedere senza fretta e senza procrastinare». Villeroy ha inoltre invitato a non soffermarsi troppo su variazioni dei dati mensili dell’inflazione dovute a effetti base sull’energia, mentre ha sottolineato che la Bce è guidata dalle previsioni sull’inflazione.

Francoforte, ha aggiunto il governatore francese, non deve preoccuparsi troppo della Fed, anche perché il tasso neutrale è circa l’1% più alto negli Usa rispetto all’Eurozona, dove è tra il 2 e il 2,5%. In tema di supervisione, invece, la presidente della Vigilanza Bce Claudia Buch ha invitato le banche a mettersi in linea con i requisiti Ifrs9 sui cosiddetti overlays, ovvero sugli accantonamenti per rischi non considerati nei modelli. (riproduzione riservata)



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