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Lagarde (Bce): non è detto che l’inflazione abbia raggiunto il picco

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Lagarde (Bce): le strette monetarie stanno pesando sui prestiti. Ma la Bundesbank insiste sui tassi | IL VIDEO

05 giugno 2023, 15:15 Ultimo aggiornamento: 06 giugno 2023, 10:10

L’inasprimento monetario sta arrivando al credito, dice Lagarde al Parlamento Ue. La crescita è quasi ferma e la domanda interna è debole nell’Eurozona. Ma la Bundesbank insiste per aumentare i tassi anche oltre l’estate. Per la presidente Bce i margini delle imprese stanno pesando sui prezzi | Clima, le banche devono adeguarsi alle attese Bce entro fine 2024. Altrimenti ci saranno penalità sul capitale | Visco: la Bce sia attenta al credito e alla stabilità finanziaria

L’economia europea «si è quasi bloccata nel primo trimestre», la domanda interna è «debole» e gli aumenti dei tassi della Bce «si stanno trasmettendo con forza alle condizioni di finanziamento di imprese e famiglie». È questo il quadro presentato ieri dalla presidente Bce Christine Lagarde alla commissione economica del Parlamento Ue presieduta da Irene Tinagli. Ma nello stesso tempo, ha osservato Lagarde, le pressioni sui prezzi restano «forti», perciò i tassi saranno alzati ancora e mantenuti a livelli alti in modo che siano «sufficientemente restrittivi» per riportare l’inflazione al 2%.

Le posizioni nel consiglio Bce

Alcuni membri del consiglio direttivo Bce hanno indicato una preferenza per altri due aumenti dei tassi da 25 punti base a giugno e luglio e si sono detti incerti sulle decisioni di settembre. Tra questi anche il falco olandese Klaas Knot. La Bundesbank ha però mostrato ieri un orientamento più restrittivo. Il presidente Joachim Nagel ha detto che «diversi aumenti sono ancora necessari» e che «non è certo che raggiungeremo il picco dei tassi in estate».

La banca centrale tedesca non guarda al difficile contesto economico indicato anche da Lagarde e visibile soprattutto in Germania, già entrata in recessione tecnica (mentre il pil italiano nel primo trimestre è cresciuto dello 0,6%). La Bundesbank resta concentrata solo sull’inflazione, nonostante il calo registrato anche a maggio al 6,1% nell’Eurozona, dal 7% di aprile.

La preoccupazione principale in Germania è l’inflazione core, cioè al netto di energia e cibo, scesa a maggio dal 5,6 al 5,3% nell’area euro. Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo Bce, in un’intervista nei giorni scorsi a Le Monde ha osservato però che l’inflazione core «non è un buon indicatore anticipatore dell’inflazione complessiva futura», ma al contrario «di solito si muove in ritardo» rispetto a quella headline, come avvenuto anche nella fase di ascesa.

Panetta ha invece evidenziato che «la stretta monetaria si farà sentire nei prossimi mesi», con conseguenze per l’economia. Perciò «non si può escludere che la domanda interna continui a essere debole e che questo si traduca in una prolungata debolezza dell’attività economica o addirittura in una recessione tecnica». Panetta, pur considerando possibili nuovi aumenti, ha rilevato che la discussione dovrebbe spostarsi sulla durata dell’inasprimento monetario, non sul picco dei tassi.

Anche Lagarde ieri ha ricordato l’impatto delle politiche Bce sull’economia, ricordando l’analisi Bce secondo cui la stretta monetaria peserà per il 2% all’anno sul pil dell’Eurozona tra il 2022 e il 2025 (e sarà al 4% quest’anno, come riportato nei giorni scorsi su MF-Milano Finanza). L’inasprimento monetario, ha detto la presidente Bce, sta causando un aumento dei tassi finali ai clienti e sta riducendo i volumi dei prestiti.

Quanto all’inflazione core, Lagarde ha osservato che «sebbene alcuni indicatori mostrino segni di moderazione, non vi sono chiare evidenze che l’inflazione sottostante abbia raggiunto il picco». Riguardo a quella complessiva, invece, la presidente Bce ha riconosciuto che «in alcuni settori le imprese sono state in grado di aumentare i margini di profitto grazie agli squilibri tra domanda e offerta». Lagarde ha ripetuto che la Bce manterrà nel complesso «un approccio dipendente dai dati».

La presidente Bce ha inoltre ribadito la richiesta alle banche di alzare i tassi sui depositi dei clienti: «Gli istituti di credito dovrebbero trasmettere appieno la politica monetaria. Non solo per quanto riguarda il credito ma anche su tutti i depositi di famiglie e aziende». Questo «non sta avvenendo in maniera sufficiente», ha aggiunto. Lagarde ha poi espresso un’opinione positiva sul nuovo Patto di Stabilità proposto dalla Commissione Ue e ha ringraziato Tinagli per un accordo che regolerà la cooperazione del Parlamento con la Bce. (riproduzione riservata).



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