L’Eurozona è entrata in una nuova fase di inflazione caratterizzata dall’aumento dei salari e del costo unitario del lavoro, perciò la Bce dovrà mantenere alta la guardia, portando i tassi a un livello sufficientemente restrittivo e evitando un’inversione troppo rapida della politica monetaria. Lo ha evidenziato la presidente Bce Christine Lagarde al forum annuale di Sintra, sottolineando l’incertezza dello scenario economico: «È improbabile che nel prossimo futuro la banca centrale sia in grado di dichiarare con assoluta certezza che il livello massimo dei tassi sia stato raggiunto», ha detto. «Le decisioni della politica monetaria devono essere infatti definite di volta in volta a ogni riunione e continuare a essere guidate dai dati».
Un altro punto di incertezza riguarda la trasmissione della politica monetaria che inizia a manifestarsi con forza sul credito. L’Eurozona non ha mai dovuto affrontare nella sua storia un incremento dei tassi così repentino.
In questo quadro, Lagarde ha confermato che, salvo un «cambiamento significativo» dell’outlook, la Bce alzerà i tassi a luglio. In seguito la politica monetaria avrà due dimensioni: i tassi saranno portati «a un livello sufficientemente restrittivo» e «per il tempo necessario». Non importerà quindi solo il livello dei tassi, ma anche la durata della restrizione monetaria. In tal senso Lagarde ha chiarito che la comunicazione dovrà essere chiara e che «si garantirà che il ciclo di inasprimento non inneschi aspettative di un’inversione di direzione troppo repentina». Queste frasi sembrano allontanare il primo taglio dei tassi rispetto alle attese degli analisti. La Bce vuole evitare un disancoraggio delle aspettative di inflazione nel medio termine, anche se al momento i mercati ritengono che il carovita tornerà all’obiettivo del 2% nel 2025.
L’attenzione di Lagarde è così focalizzata sulla riduzione del carovita, mentre c’è stata una minore considerazione dell’effetto delle strette sull’economia. La presidente ha comunque riconosciuto che «occorre di pari passo valutare attentamente l’intensità della trasmissione della politica monetaria al fine di evitare errori nella calibrazione della nostra politica nell’una o nell’altra direzione». Secondo Lagarde, tuttavia, «dinanzi alla persistenza del processo inflazionistico non possiamo abbassare la guardia e non possiamo ancora dichiarare vittoria».