«Non commenterò la situazione politica di nessuno degli Stati membri, in particolare di quelli che stanno affrontando elezioni. Ma la Bce deve fare quello che deve fare. Il nostro mandato è la stabilità dei prezzi». Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde a Sintra in risposta a una domanda su una possibile reazione della banca centrale a eventuali tensioni legate alle elezioni francesi. «La stabilità dei prezzi dipende dalla stabilità finanziaria e siamo attenti a questo perché fa parte del nostro lavoro e continueremo a farlo».
I mercati finora hanno reagito senza particolari scossoni al primo turno delle elezioni francesi. La prospettiva è quella di un parlamento bloccato. L’attesa è ora per quanto accadrà dopo il secondo turno e in particolare se Marine Le Pen riuscirà ad avere una maggioranza. Non è detto che si verificherà una reazione disordinata dei mercati. Questo scenario appare al momento poco probabile. Ma in tal caso la Bce ha fatto capire che sarà pronta ad attivare lo scudo anti-spread (il Tpi, Transmission Protection Instrument).
Lo strumento è legato alla conformità del Paese sostenuto alle indicazioni della Commissione Ue, anche nel caso di uno Stato sotto procedura per deficit eccessivo come la Francia. Perciò la principale incertezza riguarda un eventuale rifiuto di Le Pen delle regole europee. Il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner nei giorni scorsi ha minacciato ricorsi alla Corte di Giustizia Ue in caso di impiego del Tpi. Ma è di fatto impossibile che la Bce resti ferma in caso di shock sui mercati tale da mettere a rischio l’Eurozona.
Intanto Eurostat ha reso noto che l’inflazione nell’Eurozona è sceso a giugno al 2,5%, dal 2,6% di maggio. Il dato è in linea con le attese. La parte core, quella al netto di energia e cibo, è rimasta al 2,9% e anche i servizi sono risultati invariati al +4,1%. Queste componenti sono le più resistenti, anche perché si muovono in ritardo rispetto al dato complessivo.
«Siamo molto avanti con il processo di disinflazione», ha detto Lagarde, precisando che non è necessario che l’inflazione sui servizi torni al 2%. il carovita, ha aggiunto, continuerà ad avere oscillazioni quest’anno prima di scendere al 2% alla fine del 2025. Quanto alla crescita, «abbiamo iniziato nel primo trimestre una lieve ripresa che speriamo continuerà pur a fronte di molti elementi di incertezza», ha detto la presidente Bce.
I mercati escludono la possibilità di una seconda riduzione dei tassi consecutiva Bce a fine mese dopo quella di giugno. Lagarde ha fatto capire lunedì in un discorso sempre a Sintra che non ci sarà fretta sui tagli: «Il nostro lavoro non è finito e dobbiamo rimanere vigili», ha detto, sottolineando che «il mercato del lavoro solido ci concede tempo per raccogliere più dati» in modo da sciogliere le ultime incertezze sull’inflazione, come quelle sui servizi.
La prossima riduzione dei tassi così potrebbe arrivare a settembre (è probabile al 70% secondo i mercati), seguita da una nuova sforbiciata a dicembre. Ma tutto resta legato ai dati economici e a eventuali rischi politici, a cominciare da quelli legati alla Francia.
Intanto a Sintra il presidente della Fed Jerome Powell ha sottolineato che ci sono «molti progressi» nella discesa dell’inflazione negli Usa ma serviranno più dati prima di iniziare la riduzione dei tassi. (riproduzione riservata)